Il particolare invecchiamento del fegato umano: una prospettiva della geroscienza nel contesto dei trapianti

Il fegato deve essere considerato un organo immunologico e nuovi studi suggeriscono un ruolo per le cellule recentemente descritte chiamate telociti. L’asse fegato-intestino rappresenta un collegamento cruciale con l’ambiente e le abitudini di vita e può influenzare l’insorgenza di malattie epatiche. L’invecchiamento fisiologico del fegato mostra alterazioni relativamente modeste. Studio eseguito nell’ambito del PRIN 2008 – prot. 2008WRBYPE

Resezioni Epatiche per Metastasi da Tumore Neuroendocrino nei criteri per il Trapianto di Fegato

Metastasi epatiche da NET

In questa serie che viene da diversi centri italiani, solo il 12% dei pazienti ha soddisfatto i criteri di Milano per il trapianto di fegato e la sopravvivenza globale a 5 anni dopo resezione epatica per questo piccolo e selezionato gruppo di pazienti era paragonabile a quello riportato in letteratura per i pazienti sottoposti a trapianto di fegato per metastasi epatiche da tumori neuroendocrini secondo i criteri di Milano. Mentre il trapianto potrebbe effettivamente essere il trattamento ottimale per i pazienti con metastasi da tumori neuroendocrino non resecabili, la resezione chirurgica dovrebbe essere la prima opzione per i pazienti con metastasi invece resecabili.

Protocollo RAPID per trapianto di fegato in due tempi per metastasi da tumore del colon

Morten Hagness - Università di Oslo

Il gruppo dell’Università di Oslo, Norvegia, pubblica il protocollo RAPID (Resection And Partial Liver Segment 2/3 Transplantation With Delayed Total Hepatectomy).

Lo studio si propone di verificare la fattibilità nella combinazione del trapianto dei segmenti 2 e 3 del fegato e dell’emi-epatectomia in due tempi, allo scopo di ottenere nelle 4 settimane successive al trapianto l’epatectomia totale.

L’indicazione è posta in pazienti portatori di metastasi epatiche da tumore colo-rettale non resecabili. La presenza di 1 – 3 metastasi polmonari di diametro superiore ai 15 millimetri non era un criterio di esclusione.

Risposta virologica sostenuta alla terapia antivirale in uno studio randomizzato di ciclosporina contro tacrolimus in pazienti sottoposti a trapianto di fegato con recidiva di infezione di epatite C

una risposta virologica sostenuta era maggiore nei pazienti trattati con ciclosporina.

Poiché in questo studio multicentrico, internazionale e randomizzato sono stati reclutati meno pazienti del previsto (92 contro 355), lo studio è risultato sottodimensionato per le aspettative e di conseguenza non si possono trarre robuste conclusioni sull’effetto della ciclosporina e del tacrolimus sulle risposte virologiche al trattamento antivirale per la recidiva dell’HCV dopo il trapianto di fegato.
Tuttavia, come riportato in altri studi, una risposta virologica sostenuta era maggiore nei pazienti trattati con ciclosporina.

Una metodologia Bayesiana per migliorare la previsione della perdita precoce del fegato trapiantato derivata dallo studio Liver Match

Liver Match

Il modello di allocazione del fegato donatore-ricevente consente di effettuare una previsione efficace sulla possibile perdita del fegato trapiantato dopo l’intervento.
L’approccio bayesiano consente di adattare l’originale modello di allocazione donatore-ricevente incorporando anche dati di altre coorti, con conseguente capacità predittiva significativamente migliorata.

Emond esegue il prelievo del fegato sinistro per trapianto da vivente totalmente laparoscopico

Sulla rivista American Journal of Transplantation, il chirurgo Jean C. Emond, del Dipartimento di Chirurgia del New York-Presbyterian Hospital/Columbia Presbyterian Medical Center, a New York, descrive due casi di epatectomie sinistre eseguite a scopo di prelievo per trapianto da donatore vivente eseguite con tecnica totalmente laparoscopica.

Un prelievo  stato effettuato con la preservazione della vena sovraepatica mediana e e uno senza.