Resezioni Epatiche per Metastasi da Tumore Neuroendocrino nei criteri per il Trapianto di Fegato

Metastasi epatiche da NET

In questa serie che viene da diversi centri italiani, solo il 12% dei pazienti ha soddisfatto i criteri di Milano per il trapianto di fegato e la sopravvivenza globale a 5 anni dopo resezione epatica per questo piccolo e selezionato gruppo di pazienti era paragonabile a quello riportato in letteratura per i pazienti sottoposti a trapianto di fegato per metastasi epatiche da tumori neuroendocrini secondo i criteri di Milano. Mentre il trapianto potrebbe effettivamente essere il trattamento ottimale per i pazienti con metastasi da tumori neuroendocrino non resecabili, la resezione chirurgica dovrebbe essere la prima opzione per i pazienti con metastasi invece resecabili.

Resezione epatica laparoscopica per carcinoma epatocellulare localizzato in segmenti sfavorevoli: un’analisi dal Registro I Go MILS (Gruppo Italiano di Chirurgia Mininvasiva del Fegato)

Resezioni epatiche laparoscopiche

I risultati provengono da uno studio multicentrico italiano disegnato per confrontare le resezioni epatiche laparoscopiche eseguite in pazienti con epatocarcinoma localizzato in zone favorevoli o sfavorevoli del fegato, prima e dopo la corrispondenza dei casi analizzati fatta con il “propensity score”. L’arruolamento di un gran numero di interventi chirurgici ha permesso di raggiungere una ottima corrispondenza fra i due gruppi. C’è stato un buon equilibrio di casi eseguiti per localizzazioni sfavorevoli fra tutti i centri che hanno arruolato casi. I risultati mostrano che la resezione epatica laparoscopica nei pazienti portatori di epatocarcinoma può essere eseguita in sicurezza per tutti i segmenti del fegato, grazie alla vasta esperienza dei chirurghi di diversi centri sia nell’esecuzione degli interventi tradizionali a cielo aperto, sia nell’esecuzione della tecnica laparoscopica.

Diffusione, risultati e implementazione della chirurgia epatica mininvasiva: un’istantanea dal Registro I Go MILS (Gruppo Italiano Chirurgia Epatica Mininvasiva)

Registro I Go MILS

I programmi di Chirurgia Mini Invasiva del Fegato sono ben consolidati in Italia, con progressivo aumento sia del numero di casi che della numerosità dei centri che adottano l’’approccio mini invasivo alla chirurgia epatica. La complessità delle procedure di Chirurgia Mini Invasiva del Fegato è in aumento anche nei centri già esperti, con risultati clinici comparabili con quelli della letteratura esistente. Il Registro “I Go MILS” sta svolgendo un ruolo cruciale nel monitoraggio del sviluppo della Chirurgia Mini Invasiva del Fegato nella pratica quotidiana su base nazionale, dando un contributo significativo alla realizzazione dei programmi di Chirurgia Mini Invasiva del Fegato. Inoltre, il Registro “I Go MILS” è il riconoscimento dei benefici dell’essere e dell’agire come comunità, con un interesse condiviso (la Chirurgia Mini Invasiva del Fegato) e obiettivi dichiarati per fornire il “reale” stato dell’arte della chirurgia epatica laparoscopica, tracciando le tendenze nel tempo, contribuendo all’attuazione di programmi di chirurgia laparoscopica del fegato, controllando e migliorando la qualità dell’assistenza sanitaria, sviluppando programmi di ricerca e indirizzando la formazione. Ulteriori possibili ruoli e aspetti di utilità del Registro potranno diventare evidenti nel prossimo futuro, in una visione di progresso continuo.

Un ruolo per la procedura ALPPS nei pazienti con epatocarcinoma

ALPPS e HCC

I risultati a lungo termine dell’ALPPS nei pazienti con epatocarcinoma sono ancora molto limitati e sono attesi ulteriori e più ampi studi sull’uso della procedura ALPPS per questa indicazione. Tuttavia, riteniamo che la procedura ALPPS avrà un ruolo nel trattamenti di pazienti selezionati portatori di epatocarcinoma.

Un modello di collaborazione tra ospedali ad alto e a basso volume per migliorare i risultati della Chirurgia EpatoBiliare e Pancreatica

HBP Surgery

Il nostro modello di collaborazione fra centri ad alto ed a basso volume nella chirurgia epatobiliare e pancreatica ha contribuito a migliorare i risultati postoperatori presso il centro a basso volume. Al termine dell’esperienza, i risultati presso l’ospedale a basso volume erano comparabili con quelli dei centri ad alto volume, sebbene siano stati necessari 2 anni di collaborazione per raggiungere questo obiettivo nella chirurgia pancreatica.