Resezioni Vascolari durante Epatectomie

Resezioni vascolari durante epatectomia

L’esecuzione di una resezione vascolare nel corso di un intervento di epatectomia rappresenta una procedura indubbiamente complessa.
I risultati sono spesso deludenti in quanto la resezione di un vaso è resa necessaria spesso per malattie già avanzate.

Resezioni Epatiche Robotiche

Resezioni epatiche robotiche

Quali strumenti sono indispensabili (o non indispensabili…..) e quali sono i primi passi per affrontare le resezioni epatiche robotiche.

Metastasi epatiche metacrone

Metastasi epatiche metacrone

Nonostante la presenza di linee guida nazionali e internazionali, il trattamento delle metastasi epatiche metacrone da tumore colorettale rappresenta ancora oggi un argomento largamente dibattuto.

L’effetto di un programma di trapianto di fegato sui risultati dell’epatocarcinoma resecabile: un’analisi multicentrica a livello nazionale

Effetto centro trapianto di fegato

Questo studio è stato effettuato analizzando i dati contenuti nel registro italiano HE.RC.O.LE.S.
Il trattamento chirurgico dell’HCC comprende sia la resezione epatica che il trapianto di fegato.
Tuttavia, la presenza di cirrosi e la possibilità di recidiva rendono la gestione di questa malattia complessa e probabilmente diversa a seconda della presenza all’interno di un ospedale di un programma per il trapianto di fegato.
Un totale di 3202 pazienti da 25 ospedali italiani sono stati arruolati durante il periodo di questo studio.
Tre ospedali su 25 (12%) avevano un programma di trapianto di fegato.
La presenza di un tale programma all’interno dell’ospedale era associato a una ridotta probabilità di insufficienza epatica post-resezione epatica (OR=0,38) ma non a differenze nella sopravvivenza globale dei pazienti o nella sopravvivenza libera da malattia.

In un ospedale con un centro trapianti vi era una maggiore probabilità di trapianto di fegato per recidiva del tumore dopo una eventuale prima resezione epatica (OR=12.05).
Tra i pazienti candidabili al trapianto, quelli che hanno effettivamente eseguito questo intervento hanno avuto una maggiore sopravvivenza dopo la ripresa della malattia.
Questo studio ha dimostrato che la presenza di un programma per il trapianto di fegato è associata a inferiori tassi di insufficienza epatica post-resezione e a una maggiore probabilità di ricevere un trapianto di salvataggio se il tumore si ripresenta.

Metastasi epatiche che scompaiono dopo la chemioterapia

Vanishing liver metastases

La chemioterapia per le metastasi epatiche da tumore colorettale consente oggi di trattare con efficacia queste lesioni e di ridurre le loro dimensioni.
A volte queste metastasi possono addirittura scomparire.
Questo non significa che le metastasi siano effettivamente curate ed sempre consigliabile la loro asportazione chirurgica con una o più resezioni epatiche.
Il problema principale è rappresentato da come riuscire a identificare queste metastasi durante la resezione epatica e come possa essere possibile eseguire interventi veramente efficaci dal punto di vista oncologico.

Variazioni nei risultati rischio-aggiustati in 4318 resezioni epatiche laparoscopiche

Lo studio dimostra che i chirurghi possono agire secondo le linee guida nell’interesse del paziente, modificando l’approccio operatorio in relazione alle diverse indicazioni e alle esperienze diverse, ma in definitiva fornendo la stessa qualità di assistenza. La calcolatrice proposto dallo studio può standardizzare il rischio. I suoi risultati possono essere uno strumento prezioso per monitorare le prestazioni delle resezioni epatiche laparoscopiche e per adottare misure sanitarie tempestive per correggere eventuali sottoperformance.

Difficoltà nelle resezioni epatiche laparoscopiche

Con l’introduzione della chirurgia mini-invasiva del fegato, sono stati proposti alcuni punteggi per identificare la difficoltà nell’esecuzione delle resezioni epatiche laparoscopiche. La presentazione propone una loro analisi critica per metterne in evidenza le differenze. E’ stata presentata il 10 marzo 2022 nell’ambito del programma di diffusione e implementazione della chirurgia laparoscopica del fegato nell’ambito di Olympus Continuum.

L’immunoterapia con cemiplimab prima della resezione epatica per epatocarcinoma

Cemiplimab

La rivista scientifica The Lancet Gastroenterology & Hepatology pubblica i risultati dello studio di fase di fase 2 NCT03916627 sull’uso pre-operatorio del cemiplimab (un farmaco immunoterapico anti-PD-1) in pazienti con epatocarcinoma resecabile.

Dei 20 pazienti con epatocarcinoma resecato che avevano ricevuto il farmaco prima dell’operazione, quattro (20%) hanno avuto una significativa necrosi tumorale. Tre (15%) di questi 20 pazienti hanno avuto una risposta parziale e tutti gli altri pazienti hanno mantenuto una malattia stabile.

Lo studio è il più grande che avvalora il dato a favore della monoterapia perioperatoria mirata al PD-1 nel carcinoma epatocellulare. Anche se lo studio è limitato dal piccolo numero di pazienti, ha però dimostrato l’attività clinica del cemiplimab.

I risultati sono di certo preliminari, e la piccola popolazione coinvolta potrebbe non essere responsabile di una covarianza; tuttavia, la popolazione di pazienti in questo studio è rappresentativa di quella più globale di quelli portatori del carcinoma epatocellulare e risposte all’immunoterapia simili o comparabili sono state osservate anche in sottogruppi come pazienti asiatici e non asiatici

Questo studio, insieme ad altri studi di immunoterapia neoadiuvante in molti altri tipi di tumore, supporta di continuare a valutare l’uso dell’immunoterapia perioperatoria per ridurre i tassi di recidiva e il possibile sviluppo di malattia non più resecabile o metastatica.