Tumori del Fegato, Tumore del Fegato, Tumore Fegato

Tumore al fegato

Un tumore al fegato è una malattia grave?

Risposta: non sempre

Il fegato può essere la sede di numerose forme di tumore.  Accade però frequentemente che il termine “tumore” venga usato dai medici in maniera generica per descrivere la presenza di una “massa”, di un “nodulo” di una “formazione” o di una “neoformazione” che è stata rilevata con un qualche esame radiologico (ecografia, TC, Risonanza) all’interno di questo importante organo del nostro corpo.

Quindi, per definire la “gravità” di una malattia del fegato che è stata vista come un “tumore”, è indispensabile chiarirne la natura. Fare cioè la diagnosi della condizione che è stata rilevata.

Alcune volte i tumori del fegato sono di tipo benigno, con livelli di gravità evidentemente più bassi; altre volte si tratta di tumori maligni, che invece possono richiedere maggiori sforzi per giungere ad una qualche forma di trattamento, sempre se di possibile attuazione.

Come faccio a sapere se un tumore è benigno o è maligno?

Risposta: bisogna completare un percorso clinico e radiologico che porti alla definizione, la più precisa possibile, della natura della malattia.

Per giungere a definire cosa è un tumore al fegato,  è  necessario che un medico analizzi la storia clinica del paziente e lo indirizzi nella sequenza degli esami strumentali da eseguire in base agli elementi che raccoglie.

Conoscere la storia clinica dell’ammalato è importante per verificare la presenza di alcune condizioni e di alcune malattie che possono causare l’insorgenza di un tumore del fegato:

  • la presenza dell’infezione del virus dell’epatite B e dell’epatite C può essere la responsabile dell’insorgenza di un epatocarcinoma, che rappresenta il tumore primitivo del fegato più comune in assoluto;
  • avere avuto un tumore maligno in qualche organo diverso dal fegato può causare l’insorgenza nel fegato stesso di metastasi;
  • avere assunto per un certo periodo di tempo la pillola anticoncezionale può causare la nascita nel fegato di adenomi;
  • l’esposizione professionale al cloruro di vinile monomero (sostanza utilizzata nella produzione di gomma e PVC), all’arsenico; al thorotrast (torotrasto –  un mezzo di contrasto che veniva utilizzato per esami radiologici) o agli steroidi anabolizzanti può causare l’insorgenza dell’angiosarcoma, un tumore maligno poco comune del fegato;
  • avere eseguito in un passato più o meno recente altri esami radiologici al fegato è importante per capire se quello che viene visto ora poteva essere già presente o meno.

In sostanza, è necessario che il medico che segue il paziente abbia un quadro completo della situazione nella quale la malattia del fegato che è comparsa adesso si è sviluppata.

E’ poi necessario completare il percorso con l’esecuzione di esami radiologici appropriati:

  • l’ecografia è spesso il primo esame che viene eseguito per lo studio del fegato. E’ un esame facile da eseguire, costa poco, non prevede normalmente l’uso di mezzi di contrasto ed è ripetibile con facilità. Gli svantaggi sono rappresentati che il fegato non sempre è esplorabile con la stessa facilità in tutti i pazienti, a causa della conformazione della loro pancia e della sede del tumore all’interno del fegato, e che l’esito dell’ecografia è molto legata all’eperienza di chi la esegue;
  • la TC dell’addome è forse l’esame più utile per lo studio del fegato. E’ indispensabile che venga eseguita con il mezzo di contrasto per poter evidenziare le caratteristiche del tumore. Anche la TC, ma in forma minore dell’ecografia, può risentire della esperienza del radiologo che esegue l’esame. E’ importante che la TC del fegato sia “trifasica”.
  • la Risonanza (RM) è l’esame migliore nello studio del fegato. Permette di evidenziare numerose caratteristiche sia del fegato, che del tumore. Meglio se viene eseguita con il mezzo di contrasto epatospecifico. La Risonanza non è disponibile ovunque e quindi i tempi di prenotazione ed esecuzione possono essere superiori a quella TC, limitandone nei fatti il ricorso. Alcuni pazienti possono fare fatica a rimanere per il breve tempo di esecuzione all’interno della macchina perchè è un po’ angusta.
  • la PET o TC-PET. Molti medici e molti pazienti ritengono che sia in assoluto l’esame più completo nella diagnosi dei tumori e per questo sia indispensabile. In realtà la PET ha delle indicazioni precise che, se non seguite, possono portare a risultati contrastanti e non conclusivi. Per alcuni tumori del fegato l’esecuzione di una PET non è necessaria. In altri casi è stato accertato che la PET non aggiunge dettagli superiori  rispetto a quelli ottenibili con gli esami radiologi più convenzionali.
  • la biopsia epatica: ha indicazioni assai precise. Si esegue inserendo attraverso la pelle (con anestesia locale) un ago nel nodulo di cui è stata vista la presenza nel fegato, sotto la guida dell’ecografia o della TC.  Con l’ago si preleva un campione di tessuto del tumore per poi analizzarlo al microscopio. La biopsia è quasi sempre necessaria per i pazienti che devono eseguire la chemioterapia sistemica. Viene spesso utilizzata quando è difficile ottenere la certezza della natura di una malattia con gli esami radiologici tradizionali. E’ una manovra “invasiva” e quindi non priva del rischio di sviluppare complicanze al paziente. Inoltre, il materiale che viene prelevato può non essere sufficiente per ottenere la diagnosi cercata oppure può non essere rappresentativo del tumore.

Chi deve seguire il paziente nel percorso della diagnosi di un tumore al fegato?

Risposta: un chirurgo esperto nel trattamento delle malattie del fegato oppure un medico internista o un gastroenterologo con competenza nell’epatologia.

Lo studio delle malattie e dei tumori del fegato è oggi diventato un campo di interesse assai specialistico. Per questo motivo è necessario affidarsi a professionisti che abbiano maturato specifica competenza e conoscenza nello studio delle malattie del fegato e dei tumori del fegato.

E’ quindi sconsigliabile approntare percorsi di diagnosi “fa-da-te” oppure affidarsi a Colleghi medici pur bravi o già conosciuti per altre episodi ma senza alcuna esperienza nel campo di tumori del fegato.

Inoltre, è indispensabile avere un medico di riferimento che tenga le redini dell’intero processo di valutazione del paziente e lo possa consigliare con competenza nella sequenza di esecuzione degli esami e nella loro scelta. 

Queste figure professionali sono:

  • chirurghi epato-biliari: sono chirurghi generali che lavorano e svolgono la loro attività in centri di Chirurgia del Fegato e delle Vie biliari o che dirigono strutture più o meno autonome all’interno di reparti di Chirurgia Generale che trattano questo tipo di malattie;

  • medici internisti o gastroenterologi con competenze specifiche in epatologia: non esiste una specializzazione medica nella disciplina dell’epatologia (la disciplina che si occupa dello studio e del trattamento delle malattie  epatiche). Chi svolge questa specifica attività sono quindi medici specializzati in Medicina Interna oppure in Gastroenterologia che hanno dedicato gran parte della propria vita professionale allo studio ed alla valutazione di questi particolari pazienti. 

Quali esami del sangue posso fare per presentarmi ad una visita per un sospetto tumore al fegato?

Anche gli esami del sangue da fare dovrebbero essere orientati e prescritti in base alla storia del paziente ed ai dati in possesso del medico che segue il singolo ammalato.

Un piccolo e semplice pannello preliminare, che si potrebbe adattare un po’ a tutte le situazioni, potrebbe comprendere:

  • Transaminasi (GOT e GPT)
  • Bilirubina totale e frazionata
  • Gamma-GT
  • Fosfatasi alcalina
  • Proteine totali
  • Elettroforesi proteica
  • Colinesterasi
  • Glicemia
  • Emocromo con formula e conta piastrine
  • Azotemia
  • Creatinina
  • Esame delle urine
  • Sodio serico
  • Potassio serico
  • Colesterolo totale
  • Trigliceridi
  • Attività Protrombinica (INR)
  • aPTT
  • HBsAg
  • anti-HCV
  • AFP (alfa-fetoproteina)
  • CEA
  • CA 19-9

Questi esami sono facilmente eseguibili in qualunque laboratorio di analisi ed i referti dovrebbero essere disponibili in tempi assai brevi.

Se hai ancora dei dubbi su questo argomento, se vuoi approfondire un particolare aspetto che magari ti riguarda oppure riguarda una persona a te vicina, se voi richiedere un consulto attraverso la posta elettronica, contattaci usando il semplice modulo on-line a tua disposizione oppure scrivici una mail.

In questo momento di riorganizzazione delle attività sanitarie post-chiusura COVID, i sistemi migliori per prenotare una visita presso la Chirurgia Epato Bilio Pancreatica dell’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena”, in Roma, sono:

Quali Tumori possono essere ritrovati nel Fegato

Epatocarcinoma

Il principale tumore maligno che si può diagnosticare nel fegato

Le Metastasi Epatiche

Il tumore che arriva al fegato da un altro organo