Studi pubblicati sull' Epatocarcinoma

Epatocarcinoma

L’alterata degradazione di YAP1 e IL6ST da parte dell’autofagia chaperon-mediata promuove la proliferazione e la migrazione delle cellule epatiche normali e di epatocarcinoma

È stato dimostrato che l’alterata degradazione del coattivatore trascrizionale YAP1 e IL6ST (trasduttore del segnale della famiglia delle citochine dell’interleuchina 6), due proteine deregolate nel tumore del fegato, promuove la crescita del tumore.
In questo studio dimostriamo che YAP1 e IL6ST sono nuovi substrati dell’autofagia chaperon-mediata (CMA) nel carcinoma epatocellulare dell’uomo (HCC) e nelle linee cellulari degli epatociti.
Questo lavoro rivela un nuovo meccanismo che controlla il turnover di due proteine rilevanti per il tumore del fegato e suggerisce una funzione oncosoppressore della CMA nel fegato, sostenendo lo sfruttamento dell’attività della CMA per scopi diagnostici e terapeutici.

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HCC
Epatocarcinoma

Valutazione dei risultati postoperatori dopo chirurgia epatica a cielo aperto nei pazienti cirrotici con carcinoma epatocellulare

Questo studio propone una valutazione di base per i risultati a breve distanza che si possono ottenere con l’esecuzione di resezioni epatiche “aperte” (o laparotomiche) nei pazienti cirrotici con carcinoma epatocellulare, stratificandola per la complessità chirurgica dell’operazione stessa. La differenza tra i valori di riferimento dei risultati ottenuti durante la pratica quotidiana riflette lo spazio per una potenziale crescita, con l’obiettivo di incoraggiare il costante miglioramento dei risultati tra i chirurghi epatici.

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Resezione vs Sorafenib nell'epatocarcinoma
Epatocarcinoma

Resezione vs. Sorafenib nell’epatocarcinoma

I risultati di questo studio combinato dei due gruppi ITA.LI.CA e HE.RC.O.LE.S mostrano che la resezione epatica offre migliori risultati in termini di sopravvivenza dei pazienti portatori di epatocarcinoma intraepatico non metastatico avanzato rispetto alla terapia medica con il sorafenib. Quindi, in accordo con un approccio personalizzato alla terapia di questa malattia e seguendo una strategia terapeutica gerarchica, il trattamento chirurgico con la resezione epatica, se realizzabile sia dal punto di vista clinico che dal punto di vista tecnico, dovrebbe essere proposto come terapia di prima linea.

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Epatocarcinoma

Recidiva di HCC dopo Resezione epatica

I dati di questo studio sono stati raccolti nell’ambito del Registro Italiano “Hepatocarcinoma Recurrence on the Liver Study Group” (He.RC.O.Le.S.). Dopo una valutazione 1:1 eseguita con la “propensity score-matched analysis” (PSM), sono stati confrontati due gruppi di ammalati: il gruppo PH (pazienti sottoposti ad una prima resezione per un carcinoma epatocellulare) e il gruppo SH (pazienti resecati per recidiva di HCC intraepatico dopo precedenti trattamenti correlati proprio all’HCC). I risultati hanno mostrato che i pazienti del gruppo SH hanno eseguito resezioni epatiche equivalenti a quelle del gruppo PH in termini di sicurezza, fattibilità e risultati a lungo termine e coerenti con dati simili già raccolti in Asia orientale. In attesa di futuri algoritmi per l’allocazione dei pazienti alla terapia per la presenza di recidiva di HCC, il trattamento con una resezione epatica dopo l’effettuazione di altri trattamenti per l’HCC sembra essere un’alternativa idonea per pazienti candidabili all’intervento chirurgico, indipendentemente da quale sia stata la precedente terapia eseguita.

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