Storia della Chirurgia Epatica

Anno

Evento

Riferimento bibliografico disponibile.

(per alcuni articoli l’accesso potrebbe avere delle restrizioni)

Viene pubblicata la prima descrizione dell’anatomia segmentaria del fegato da Francis Glisson, ma il documento viene dimenticato per secoli. Probabilmente, l’impossibilità di eseguire interventi chirurgici sul fegato in maniera sicura durante quel periodo ha reso quelle informazioni superflue.

Il chirurgo L. MacPherson cita il resoconto di una asportazione fatta con le pinze di una piccola porzione di fegato dopo una ferita da spada.

Foster JH
History of liver surgery.
Arch Surg. 1991 Mar;126(3):381-7.

Il chirurgo italiano Giovanni Berta descrive per la prima volta una resezione epatica non anatomica.

L’intervento consistite nell’amputazione di una piccola parte di fegato che protrudeva dall’addome di uno squilibrato che si era pugnalato da solo con un coltello.

Kadry Z, Furukawa H, Todo S, Clavien PA: Assessment of liver function and mass in cirrhotic and non cirrhotic livers. In Malignant Liver Tumors: Current and Emerging Therapies, 2nd ed. Clavien PA FY, Lyerly HK, Morse MA, Venook AP (eds). Sudbury, UK, Jones and Bartlett, 2003, pp 73–88

Il chirurgo John MacPherson nel 1846 sutura e rimuove una parte del fegato dalla ferita causata da una lancia di un anziano paziente indù, che ne aveva bisogno.

MacPherson, J. Discussion in Mikeskey, W.E., Howard, J.M., DeBakey, M.E.: Injuries of the liver in 300 consecutive patients. Int.
Abstr. Surg. 103:323, 1956

Il chirurgo statunitense JC Massie riferisce di aver rimosso la metà del lobo destro di un bambino di 7 anni che si era sparato mentre stava rimuovendo la pietra focaia da una pistola, nel 1852. La ferita del ragazzo era evoluta cancrena, costringendo il Dott. Massie ad asportare più tessuto di quanto avesse messo in conto per agire in sicurezza.

Nonostante la sua esitazione nella conduzione dell’operazione, il Dott. Massie non ha problemi nel concludere: “Questa è solo una situazione fra le tante che si possono verificare e che possono servire a dimostrare alla nostra professione che il caso di un singolo paziente, per quanto disperato possa apparire, non dovrebbe mai essere abbandonato senza fare lo sforzo di provare a risolverlo; e ritengo molto riprovevole, se posso usare questo termine, quando i professionisti si ritirano dai casi disperati “.

Massie, J.C.: Wound of the liver—excision of a large portion of the right lobe. New Orleans Med. Surg. J. 9:146, 1852

Il Dott. Cousins riferisce il caso di una resezione epatica da lui stesso eseguita; il fatto che  Langenbuch sia stato il primo al mondo ad eseguire un intervento analogo nel 1886 è ancora da verificare in maniera definitiva.

Cousins JW. Discussion in Warvi, W.N.: Primary tumors of the liver. Surg. Gynecol. Obstet. 1945; 80:643

Il Dott. Lawson Tait, un ginecologo inglese, che era assai scettico sui benefici causati dalle procedure di antisepsi, entra nell’addome di un paziente per drenare una cisti da Echinococco del fegato.

McClusky DA, III, Skandalakis LJ, Colborn GL et al. Hepatic surgery and hepatic surgical anatomy: historical partners in progress. World J Surg 1997; 21:330-342

Quella che è stata definita come la prima epatectomia eseguita al mondo è stata effettuata da Antonio Lius in una paziente di 67 anni portatrice di un adenoma del fegato.
 
Venne riportato che un tumore delle dimensioni della testa di un bambino viene cauterizzato e resecato impiegando il cauterio di Paquelin. Tuttavia la paziente muore dopo 6 ore dall’intervento chirurgico a causa di una emorragia postoperatoria. Lo strumento di Paquelin consisteva nella combustione di un liquido infiammabile come il benzene a temperature elevate.  

Lius A. Di un adenoma del fegato. Centralblatt Fur Chir.
1887/1886;5:99.

Lius A. Di un adenoma del fegato. Gazzetta delle Cliniche 1886; 23(15):225-230

In quest’anno il Dott. Escher documenta l’asportazione di una massa del fegato delle dimensioni “approssimative della testa di una uomo”.

 Anschutz W. Uber die Resektion der Leber. Samml. Klin-Vortr.
Chir. 1903; 14:356.

A Bologna il chirurgo Pietro Loreta esegue la prima resezione epatica per cisti da echinococco.

Loreta P. Echinococco del fegato. Resezione del fegato. Escissione della cisti. Guarigione. Memoria del professor pietro loreta (letta nella sessione 11 Dicembre 1887), memorie della R. Accademia delle scienze dell’Istituto di Bologna, serie IV, tomo VIII. Bologna: Tipi Gamberini e Parmeggiani 1887: 581-587

Il Dott. Bruns rimuove un tumore metastatico del fegato.

Hugo Rex pubblica il lavoro sulla disposizione delle strutture vascolari intraepatiche usando studi che impiegavano la corrosione in parecchi fegati di mammiferi.

Rex H. Beitrage zur Morphologie der Saugerleber. Morphol. Jahrb. 1888; 14:517.

La prima resezione epatica eseguita in elezione e con successo viene attribuita a Carl Johann August Langenbuch che asporta una parte del lobo sinistro del fegato.

Il paziente è stato rioperato per emorragia interna poche ore dopo l’operazione ed è sopravvissuto.

Langenbuch C. Ein fall von resection eines linksseitigen schurlappens
der leber. Berl Klin Wochenschr 1888; 25:37.

Il chirurgo William Williams Keen, di Filadelfia, professore di Clinica Chirurgica al Jefferson Medical College, riferisce di tre casi di epatectomie eseguite da lui stesso e di altri 73 casi collezionati dalla letteratura scientifica del tempo, tutte eseguite asportando porzioni di fegato a forma di cuneo.

Keen WW IV. Report of a case of resection of the liver for the removal of a neoplasm, with a table of seventy-six cases of resection of the liver for hepatic tumors. Ann Surg. 1899;30:267–83.

Ancora Keen descrive l’escissione di un adenoma cistico della via biliare all’interno del fegato usando una tecnica con suture alla base del tumore, cauterizzazione e con il distacco del fegato dal tumore con l’unghia del pollice.

Il lavoro include una prima revisione di altri 20 casi che erano stati asportati dal fegato.

Keen WW. On resection of the liver, especially for hepatic tumors. Bost Med Surg J 1892; 126:405-409.

Il Prof. César Roux, un chirurgo svizzero che insegnava a Losanna, descrive per la prima volta l’uso del piccolo intestino per costruire una derivazione intestinale.

L’ansa intestinale fu da lui utilizzata per superare una ostruzione gastrica causata da una stenosi infiammatoria dovuta a un’ulcera peptica.

La forma a “Y” deriva dalla somiglianza con la forma da lui disegnata nella lettera di descrizione della tecnica. Questo è il motivo per cui l’intervento è stato denominato in inglese “Roux-en-Y anastomosis”, o più semplicemente “Roux-en-Y”.

L’intervento viene oggi usato in diverse condizioni patologiche: la pancreatite cronica, la gastrite alcalina, le pseudocisti pancreatiche, le ostruzioni del coledoco e come ripristino della continuità intestinale dopo resezioni dello stomaco o dell’esofago. Oggi la costruzione di un’anastomosi bilio-digestiva viene utilizzata nella chirurgia epato-biliare in numerose situazioni cliniche.

Nel 1976 il chirurgo Marcel Cesar Machado, dell’Università di São Paulo, in Brasile, ne codifica l’uso nella ricostruzione durante l’intervento di duodenocefalopancreasectomia.

Cesar Roux

Roux C, : De la gastroenterostomie. Revue de chirurgie, 1893, 13: 402-403.

Resezione di un angioma epatico eseguita dal Dott. von Eiselberg

Il chirurgo Tiffany è il primo chirurgo americano a riportare il caso di una resezione epatica eseguita per la presenza di un tumore.

Tiffany L. The removal ofa solid tumor from the liver by laparotomy. Maryland Med J 1890; 23:53 1.

Il Dott. Lucke descrive la prima asportazione eseguita con successo di un tumore maligno dal lobo sinistro del fegato.

Lucke GA. Enternung des linken kresbsigen Leber lappens. Centralblatt fur Chirugie 1891; 18:115-116.

In questo periodo storico, il Dott. Kousnetzoffand Pensky escogita l’uso di aghi smussi e dell’applicazione di suture sui vasi sanguigni che vengono isolati durante la transezione del parenchima epatico.

KousnetzoffM, Pensky J. Sur la resection partielle du foie. Rev Chir 1896; 16:501-52 1.

Il Dott. Cantlie usa dei calchi del fegato per dimostrare che la scissura principale lobare  si estende approssimativamente dal letto della colecisti anteroinferiormente sino al lato destro della vena cava inferiore posterosuperiormente.

Cantlie J. On a new arrangement of the right and left lobes of the liver. Journal of Anatomy and Physiology 1898; 32:4.

Keen esegue con successo la prima lobectomia sinistra per tumore del fegato; un intervento la cui descrizione odierna sarebbe la segmentectomia laterale sinistra.

Keen WW. Report of a case of resection of the liver for the removal of a neoplasm with a table of seventy-six cases of resection of the liver for hepatic tumor. Ann Surg 1899; 30:267-283.

Anschutz dimostra che quando il parenchima epatico viene schiacciato con le dita, resistono intatti soli i peduncoli portali e le vene sovraepatiche.

Anschutz W. Uber die resektion der leber. Sant K Vort 1903; 356-357.

Il Dott. J. Hogarth Pringle, un chirurgo di Glasgow, esegue quattro interventi chirurgici ad addome aperto in pazienti con traumi del fegato e ne controlla il sanguinamento occludendo meccanicamente la vena porta e l’arteria epatica, ottenendo la sopravvivenza di un paziente.
Hogarth Pringle

Pringle JHV. Notes on the arrest of hepatic hemorrhage due to trauma. Ann Surg. 1908;48:541–9.

Il primo resoconto di una resezione del lobo destro del fegato avvenuta con successo è attribuita all’esecuzione del Dott.  Wendel.

Wendel W. Beitrage zur Chirurgie der leber. Arch Klin Chir Berl
1911; 95:887-894.

Il professore francese di anatomia Henri Rouvière descrive il solco che porterà il suo nome e che identifica, sulla superficie inferiore del fegato, l’asse del peduncolo glissoniano settoriale posteriore destro

Rouviere H. On the configuration and the significance of the groove of the caudate process. Newsletter and memoirs of the anatomical society of Paris. 1924;94:355–8.

Il primo bisturi elettrico, il coltello chirurgico Bovie, venne messo in commercio da due Statunitensi, Cushing and William T. Bovie (nella foto); da questo giorno il bisturi elettrico viene impiegato come strumento principale per ottenere il controllo del sanguinamento nel fegato.

William T Bovie

Tanabe KK. The past 60 years in liver surgery. Cancer. 2008;113(7 Suppl):1888–1896.

Cattell esegue con successo la prima rimozione dal fegato di una metastasi epatica da tumore primitivo colorettale

Cattell RB. Successful removal of liver metastasis from carcinoma of the rectum. Lahey Clin. Bull. 1940; 2:7.

Nel suo libro “Solid liver tumor”, pubblicato nel 1977, Foster riconosce che il primo caso noto di una lobectomia epatica destra, eseguita con la dissezione dell’ilo epatico, sarebbe stata riportata da Honjo et al, in una rivista scientifica in lingua inglese, che fu accettata per la pubblicazione nel 1953.
Honjo et al riuscirono ad eseguire con successo una lobectomia destra con dissezione dell’ilo il 7 marzo 1949, ma pubblicarono il caso in una rivista in ligua giapponese nel 1950 e quindi in Inglese nel 1955.
Ichio Honjo
Il Dott. Lin, a Taiwan, sviluppa la cosiddetta digitoclasia (“fingerfracture method”) con la quale le punta delle dita sono usate per  schiacciare il tessuto del fegato per esporre i vasi e poterli quindi legarli e tagliarli.

Lin TY, Chen KM, Liu TK. Total right hepatic lobectomy for primary hepatoma. Surgery. 1960;48:1048–60.

Il professore svedese Carl-Herman Hjortsjo, dell’Istituto di Anatomia di Lund, in Svezia, pubblica il suo lavoro nel quale descrive con assoluta chiarezza , scissure, settori e segmenti del fegato.

Questa descrizione era già stata presentata l’anno precedente (il 1950) durante il Congresso Internazionale di Anatomia di Oxford.

A questa presentazione molti fanno risalire l’anno di nascita della vera Chirurgia Epatica Anatomica.

Carl-Herman Hjortsjö

Hjortsjo CH. The topography of the intrahepatic duct systems. Acta Anat (Basel). 1951;11(4):599-615.

Una equipe francese, guidata dal chirurgo  Jean-Louis Lortat-Jacob, esegue una lobectomia destra con la dissezione sistematica dell’ilo epatico e, nel 1952, pubblicano il resoconto su questo caso in lingua francese.
 
Jean-Louis Lortat-Jacob
Lortat-Jacob JL. Hepatectomie droite reglee. La presse medicale.
1952;60:N26

Vittorio Staudacher, Professore di Chirurgia all’Università di Milano, pubblica la prima serie mondiale di trapianti di fegato eseguiti negli animali di larga taglia.

Busuttil RW, De Carlis LG, Mihaylov PV, Gridelli B, Fassati LR, Starzl TE.
The First Report of Orthotopic Liver Transplantation in the Western World
Am J Transplant. 2012 Jun;12(6):1385-7.

Staudacher V. Trapianti di Organi con Anastomosi Vascolari. Archivi ed Atti della Società Italiana di Chirurgia, 54° Congresso, 3-6 Ottobre 1952, Venezia: pp. 333–368.

Julian K. Quattlebaum, di Savannah, Georgia (USA) descrive tre casi di resezione epatica maggiore e di uno di questi la tranciatura del fegato con il manico del bisturi ed il clampaggio dei vasi nel piano di transezione.

Julian K. Quattlebaum

Quattlebaum JK. Massive resection of the liver. Ann Surg. 1953 Jun;137(6):787-96

H. Gans approfondisce lo studio e la descrizione dell’asse del peduncolo glissoniano settoriale posteriore destro, localizzato sulla superficie inferiore del fegato.

Questa incisura era stata già descritta dal francese Rouvière ed ancora oggi viene identificata indipendentemente come “solco di Rouvière” o come “incisura di Gans”.

Gans H, Study of the anatomy of the intrahepatic structures and its repercussion of hepatic surgery (PhD thesis), University of Nijmegen, Elsevier, Amsterdam, The Netherlands

Claude Couinaud pubblica il suo libro di fondamentale importanza per lo sviluppo della chirurgia epatica moderna.

Claude Couinaud

Couinaud C. Etudes Anatomiques et Chirugicales. Paris: Masson,
1957.

Il Dott. Thomas E. Starzl esegue all’Università di Denver il primo trapianto di fegato nell’uomo.

Thomas Starzl

Starzl, T. E., Marchioro, T. L., von Kaulla, K., Hermann, G., Brittain, R. S. and Waddell, W. R.: Homotransplantation of the Liver in Humans. Surg. Gynec. Obstet., 117:659, 1963.

Gerald Klatskin, alla Yale University di New Haven, Connecticut, descrive per la prima volta il colangiocarcinoma parailare, che per molto tempo è stato definito proprio come “Tumore di Klatskin”.

Klatskin passò poi alla storia della medicina per avere sviluppato la tecnica della biopsia epatica.

Gerald Klatskin

I chirurghi Ichio Honjo (nella foto) e Kozaha descrivono la prima resezione epatica pianificata in due tempi. Il paziente era portatore di un tumore dello stomaco con metastasi al fegato. La prima operazione consistette nella resezione gastrica, una parziale epatectomia sinistra e la legatura del ramo destro della vena porta. Il lobo destro venne resecato 3 settimane dopo. Il paziente morì per complicanze postoperatorie ma venne verificato la fattibilità tecnica dell’intervento.

Ichio Honjo

Honjo I, Kozaka S. Extensive resection of the liver in two stages. Rev Int Hepatol. 1965;15:309–319.

Con la chirurgia del trauma viene introdotto il concetto per il quale la riduzione della pressione venosa centrale può essere uno strumento per ridurre il sanguinamento intraoperatorio del fegato.

Schrock T, Blaisdell FW, Mathewson C, Jr. Management of blunt trauma to the liver and hepatic veins. Arch Surg 1968; 96:698-704

Sir Roy Calne, a Cambridge (UK) descrive per la prima volta la tecnica del piggy back nel trapianto di fegato. 

La tecnica si affermò in maniera definitiva solo 20 anni dopo, nel 1989, per l’applicazione che ne fece Andreas Tzakis, prima a Pittsburg e quindi a Miami.

Roy Calne

Stig Bengmark esegue con successo una resezione epatica in 2 tempi per metastasi al fegato da tumore del colon.

Stig Bengmark

Bengmark S, Börjesson B, Hafström L, Olsson A. A two-stage liver resection combined with longterm intraportal 5-FU infusion. Rev Surg. 1971;28(6):456–458.

Tien-Yu Lin descrive per la prima volta la tecnica della kellyclasia per la transezione del fegato. Lo definisce come il “Crush method”.

Lin TY. A simplified technique for hepatic resection: the crush method. Ann Surg. 1974;180(3):285-290. 

Descrizione della tecnica di Esclusione vascolare totale del fegato durante le resezioni epatiche.

Heaney JP, Jacobson A: Simplified control of upper abdominal hemorrhage from the vena cava. Surgery 78(2):138–141, 1975

Jean-Francois Borel, un microbiologo e immunologo belga  che lavora nei laboratori Sandoz a Basilea,  scopre la ciclosporina. Il farmaco ha forti proprietà antirigetto e sarà il fattore determinante nello sviluppo di tutti i trapianti d’organo.

Jean Francois Borel

Borel JF, Feurer C, Gubler HU, Stähelin H.
Biological effects of cyclosporin A: a new antilymphocytic agent.
Agents Actions. 1976 Jul;6(4):468-75.

La tecnica della digitoclasia viene rifinita in via definitiva dal chirurgo vietnamita Ton That Tung, che unisce la chiusura dei vasi e dei dotti biliari presenti nel legamento epatoduodenale (nel peduncolo epatico) con la “finger fracture” del parenchima.

Il chirurgo francese Couinaud enfatizzò dicendo che la “finger fracture” (la digitoclasia) dovrebbe essere una tecnica da applicare con gentilezza e deve essere usata nel rispetto dell’anatomia del fegato.

Tung TT. Les Resections Majeures et Mineures du Foie. Paris: Masson,
1979.

Claude Couinaud pubblica il suo libro sull’anatomia intraepatica del fegato.

Il testo è stato fondamentale per la crescita della chirurgia del fegato nel mondo. 

Claude Couinaud

Couinaud C. Controlled Hepatecomies and Exposure of the Intrahepatic
Bile Ducts. Paris: C. Couinaud, 1981.

All’Università Cattolica di Roma il Prof. Gennaro Nuzzo è tra i fondatori, con il Prof. Aureliano Puglionisi, della rivista “Chirurgia Epatobiliare”, la prima rivista scientifica interamente dedicata alla chirurgia epato-bilio-pancreatica che abbia avuto un comitato editoriale internazionale.

Gennaro Nuzzo

Viene eseguito il primo trapianto di fegato in Italia .

Lo realizza il Prof. Raffaello Cortesini con la sua equipe al Policlinico Umberto I, Università degli Studi La Sapienza, in Roma.

Raffaello Cortesini

Il chirurgo giapponese Masatoshi Makuuchi introduce l’uso sistematico dell’ecografia intraoperatoria durante gli interventi di resezione epatica.

Masatoshi Makuuchi

Makuuchi M, Hasegawa H, Yamazaki S. Intraoperative ultrasonic examination for hepatectomy. Ultrasound Med Biol. 1983;Suppl 2:493–497.

Bud Shaw a Pittsburgh sistematizza l’uso del by-pass veno-venoso nel trapianto ortotopico di fegato.

Lo strumento verrà utilizzato in maniera routinaria per l’esecuzione dell’intervento in tutto il mondo e il suo uso verrà esteso a particolari interventi di chirurgia epatica resettiva.  

Byers W. Shaw

Shaw BW Jr, Martin DJ, Marquez JM, et al. Venous bypass in clinical liver transplantation. Ann Surg. 1984;200(4):524–534.

A Parigi, il gruppo di Henry Bismuth esegue il primo trapianto di fegato con graft ridotto di volume.

Henry Bismuth

Bismuth H, Houssin D. Reduced-sized orthotopic liver graft in hepatic transplantation in childrenSurgery. 1984;95(3):367–370.

L’introduzione in clinica della ciclosporina per il controllo del rigetto dopo il trapianto d’organo, rivoluziona i risultati ottenuti anche con il trapianto di fegato.

Starzl TE, Iwatsuki S, Shaw BW Jr, Gordon RD, Esquivel CO.
Immunosuppression and other nonsurgical factors in the improved results of liver transplantation.
Semin Liver Dis. 1985 Nov;5(4):334-43.

Il CUSA (dissettore ad ultrasuoni) viene utilizzato nell’esecuzione delle resezioni epatiche

Andrus CH, Kaminski DL. Segmental hepatic resection utilizing the ultrasonic dissector. Arch Surg. 1986;121(5):515-521.

Il gruppo tedesco di Pichlmayr esegue il primo trapianto di fegato “split”.

La tecnica consente di eseguire due trapianti di fegato con lo stesso organo, che viene  precedentemente diviso su banco in due emifegati che funzioneranno poi in maniera autonoma.

Rudolf Pichelmayr

Pichlmayr R, Ringe B, Gubernatis G, Hauss J, Bunzendahl H. Transplantation einer Spenderleber auf zwei Empfänger (Splitting-Transplantation)–Eine neue Methode in der Weiterentwicklung der Lebersegmenttransplantation [Transplantation of a donor liver to 2 recipients (splitting transplantation)–a new method in the further development of segmental liver transplantation]. Langenbecks Arch Chir. 1988;373(2):127–130.

Il chirurgo brasiliano Silvano Mário Attilio Raia effettua il primo trapianto di fegato pediatrico da donatore vivente, definendo la fattibilità tecnica dell’intervento chirurgico, anche se entrambe i riceventi pediatrici del trapianto muoiono per complicazioni postoperatorie.

Silvano Mário Attilio Raia

Raia S, Nery JR, Mies S. Liver transplantation from live donors
Letter; see comments. Lancet 1989;2:497

Folkert Oene Belzer, all’Università del Wisconsin, mette a punto una nuova soluzione per la preservazione fredda degli organi per il trapianto. La soluzione prenderà il nome di “UW” (University of Winsconsin) o anche “soluzione di Belzer”. Questa soluzione permetterà di allungare i tempi di preservazione degli organi, rivoluzionando il campo di attività chirurgica.  

Folkert Belzer

Belzer FO, Southard JH. Principles of solid-organ preservation by cold storage. Transplantation. 1988;45:673-676

Viene eseguito con successo il primo trapianto di fegato pediatrico da donatore vivente, da madre a figlio.

Strong RW, Lynch SV, Ong TH, Matsunami H, Koido Y, Balderson GA.
Successful liver transplantation from a living donor to her son.
N Engl J Med. 1990 May 24;322(21):1505-7.

Christoph E. Broelsch esegue a Chicago il primo trapianto di fegato da donatore vivente negli Stati Uniti.

Questo trapianto viene ancora considerato da molti il primo trapianto da donatore vivente effettuato al mondo.

Broelsch CE, Whitington PF, Emond JC, et al. Liver transplantation in children from living related donors. Surgical techniques and results. Ann Surg. 1991;214(4):428–439.

Il chirurgo giapponese Masatoshi Makuuchi, al National Cancer Center Hospital di Tokyo, Giappone, introduce la tecnica dell’embolizzazione portale per indurre l’ipertrofia del fegato residuo dopo resezione epatica estesa.

L’indicazione iniziale è stata il colangiocarcinoma perilare, ma la tecnica si è presto diffusa ad altre indicazioni chirurgiche.

Makuuchi M, Thai BL, Takayasu K, Takayama T, Kosuge T, Gunvén P, Yamazaki S, Hasegawa H, Ozaki H. Preoperative portal embolization to increase safety of major hepatectomy for hilar bile duct carcinoma: a preliminary report. Surgery. 1990 May;107(5):521-7. 

Il chirurgo tedesco Rudolph Pichlmayr esegue la prima serie di resezioni epatiche effettuate con organo ipotermico, sia in-situ che ex-situ.

Rudolf Pichelmayr

Pichlmayr R, Grosse H, Hauss J, Gubernatis G, Lamesch P, Bretschneider HJ. Technique and preliminary results of extracorporeal liver surgery (bench procedure) and of surgery on the in situ perfused liver. Br J Surg. 1990;77:21-26.

Il chirurgo David Nagorney descrive per la prima volta l’uso di suturatrici meccaniche per l’esecuzione di resezioni epatiche (Stapled technique)

McEntee GP, Nagorney DM. Use of vascular staplers in major hepatic resections. Br J Surg. 1991;78(1):40-41.

La prima resezione epatica eseguita per via laparoscopica viene pubblicata da Reich, di Kingston, Pennsylvania

Reich H, McGlynn F, DeCaprio J, Budin R. Laparoscopic excision of benign liver lesions. Obstet Gynecol. 1991;78:956–8.

Tito Livraghi, radiologo interventista dell’Ospedale di Vimercate, pubblica la prima serie numericamente consistente di pazienti cirrotici portatori di epatocarcinoma e trattati per via percutanea con alcoolizzazione.

La procedura fu aspramente criticata inizialmente da chirurgi epatobiliari, mentre oggi è diventata lo standard di trattamento per i tumori di diametro fino ai 2 centimetri.

Livraghi T, Bolondi L, Lazzaroni S, Marin G, Morabito A, Rapaccini GL, Salmi A, Torzilli G. Percutaneous ethanol injection in the treatment of hepatocellular carcinoma in cirrhosis. A study on 207 patients. Cancer. 1992 Feb 15;69(4):925-9.

Viene erroneamente attribuita al chirurgo francese Gagner l’esecuzione della prima resezione epatica per via laparoscopica. L’intervento viene effettuato per una iperplasia nodulare focale.

Gagner M, Rogula T, Selzer D. Laparoscopic liver resection: benefits and controversies. Surg Clin North Am. 2004;84(2):451–462

Thomas Starzl esegue a Pittsburgh il primo xenotrapianto di fegato al mondo, impiantando un fegato di babbuino in un paziente di  35 anni portatore di insufficienza epatica terminale da epatite B e dell’HIV.

Il paziente sopravvive 70 giorni e muore per sepsi secondaria a complicanze dell’anastomosi biliare.

Starzl TE, Fung J, Tzakis A, et al. Baboon-to-human liver transplantation. Lancet. 1993;341(8837):65–71.

Il chirurgo giapponese Masatoshi Makuuchi pubblica i criteri per eseguire con sicurezza le resezioni epatiche per quanto riguarda in particolare la funzionalità epatica. I criteri includono la clearance del verde indocianina (ICG clearance) e prendono subito il nome di “Makuuchi criteria”. Questa valutazione è ampiamente impiegata in Giappone ed in altri paesi asiatici.

Makuuchi M, Kosuge T, Takayama T, Yamazaki S, Kakazu T, Miyagawa S, et al. Surgery for small liver cancers. Semin Surg Oncol. 1993;9:298–304.

All’Università di Shinshu, in Giappone, Masatoshi Makuuchi esegue con successo il primo trapianto di fegato da donatore vivente nell’adulto.

Hashikura Y, Makuuchi M, Kawasaki S, et al. Successful living-related partial liver transplantation to an adult patient. Lancet. 1994;343(8907):1233–1234.

All’Università di Bologna, il Prof. Giuseppe Gozzetti teorizza che la chirurgia epato-bilio-pancreatica possa diventare una specialità indipendente e autonoma dalla chirurgia generale e comunque dalla chirurgia digestiva. 

Gozzetti G, Mazziotti A, Grazi GL. HPB surgery: an independent speciality or a branch of digestive surgery?. HPB Surg. 1994;8(2):111-113.

Vincenzo Mazzaferro, all’Istituto Nazionale Tumori di Milano, pubblica i criteri per l’indicazione al trapianto di fegato per epatocarcinoma su cirrosi. Verranno da lui definiti proprio come i “Criteri di Milano” e rimangono lo standard per l’indicazione a questo intervento.

Mazzaferro V, Regalia E, Doci R, et al. Liver transplantation for the treatment of small hepatocellular carcinomas in patients with cirrhosis. N Engl J Med. 1996;334(11):693–699.

Cristiano Hüscher  pubblica la prima serie di resezioni epatiche maggiori condotte per via laparoscopica ed eseguite al Reparto di Chirurgia Generale dell’Ospedale Vallecamonica a Esine, Italia.

L’intera serie comprendeva 20 resezioni epatiche laparoscopiche: 6 epatectomie sinistre, 5 epatectomie destre di cui una estesa al quarto segmento, 3 mesoepatectomie, 5 segmentectomie ed una bisegmentectomia.

Cristiano Husher

Hüscher CG, Lirici MM, Chiodini S, Recher A.
Current position of advanced laparoscopic surgery of the liver.
J R Coll Surg Edinb. 1997 Aug;42(4):219-25.

Il chirurgo giapponese Ken Takasaki, del Tokyo Women’s Medical College, descrive la sua tecnica personale per la dissezione dell’ilo epatico.

Si tiene a Barcellona la Riunione Monotematica EASL sul carcinoma epatocellulare.

Da questo congresso scaturirà il BCLC (Barcelona Clinic Liver Cancer) che modificherà nei successivi decenni l’atteggiamento terapeutico per l’epatocarcinoma, anche per quello che riguarderà la chirurgia resettiva.

Bruix J, Sherman M, Llovet JM, Beaugrand M, Lencioni R, Burroughs AK, Christensen E, Pagliaro L, Colombo M, Rodés J; EASL Panel of Experts on HCC. Clinical management of hepatocellular carcinoma. Conclusions of the Barcelona-2000 EASL conference. European Association for the Study of the Liver. J Hepatol. 2001 Sep;35(3):421-30. doi: 10.1016/s0168-8278(01)00130-1.

Pier Cristoforo Giulianotti inizia all’ospedale Misericordia, di Grosseto, la prima serie di resezioni epatiche eseguite con il Robot chirurgico “da Vinci”. La serie verrà poi proseguita a Chicago. 

In 7 anni ne eseguirà 70. Ventisette (38.5%) saranno resezioni epatiche maggiori. Il tasso di conversione ad open sarà del 5.7% (4 casi). Il lavoro dedicato esclusivamente alle resezioni epatiche robotiche verrà accettato per la pubblicazione nell’Aprile 2010. 

Giulianotti PC, Coratti A, Sbrana F, Addeo P, Bianco FM, Buchs NC, Annechiarico M, Benedetti E.
Robotic liver surgery: results for 70 resections.
Surgery. 2011 Jan;149(1):29-39.

Jean-Nicolas Vauthey, all’M.D. Anderson Cancer Center, di Houston, Texas (USA) descrive per la prima volta il rapporto tra chemioterapia sistemica ed insorgenza di steatoepatite.

La steatoepatite è associata a un aumento della mortalità a 90 giorni dopo una chirurgia epatica. Nei pazienti con metastasi epatiche da tumori colorettali, la scelta di fare una chemioterapia deve essere considerata con molta attenzione, poiché il rischio di epatotossicità è significativo.

Vauthey JN, Pawlik TM, Ribero D, Wu TT, Zorzi D, Hoff PM, Xiong HQ, Eng C, Lauwers GY, Mino-Kenudson M, Risio M, Muratore A, Capussotti L, Curley SA, Abdalla EK. Chemotherapy regimen predicts steatohepatitis and an increase in 90-day mortality after surgery for hepatic colorectal metastases. J Clin Oncol. 2006 May 1;24(13):2065-72. doi: 10.1200/JCO.2005.05.3074. 

La rivista “The Lancet” pubblica lo studio EORTC Intergroup trial 40983. Lo studio avrebbe dimostrato un aumento della sopravvivenza libera da malattia nei pazienti portatori di metastasi epatiche da tumore colon rettale che facevano chemioterapia sistemica prima e dopo l’intervento di resezione epatica. Lo studio ha cambiato in maniera significativa la gestione dei pazienti con metastasi al fegato da tumore del colon-retto, anche se sarebbero potuti essere operati.

Nel novembre 2013 sono poi stati pubblicati su “The Lancet Oncology” i risultati dello stesso studio con un periodo osservazione aumentato nel tempo di 5 anni.

Alla fine, i risultati complessivi dello studio non hanno mostrato alcuna differenza sia in termini di sopravvivenza, sia degli altri indici a lungo termine, dei pazienti in base al fatto di avere ricevuto o di non avere ricevuto la chemioterapia. 

Nordlinger B, Sorbye H, Glimelius B, Poston GJ, Schlag PM, Rougier P, Bechstein WO, Primrose JN, Walpole ET, Finch-Jones M, Jaeck D, Mirza D, Parks RW, Collette L, Praet M, Bethe U, Van Cutsem E, Scheithauer W, Gruenberger T; EORTC Gastro-Intestinal Tract Cancer Group; . Perioperative chemotherapy with FOLFOX4 and surgery versus surgery alone for resectable liver metastases from colorectal cancer (EORTC Intergroup trial 40983): a randomised controlled trial. Lancet. 2008 Mar 22;371(9617):1007-16. doi: 10.1016/S0140-6736(08)60455-9.

Sul “The New England Journal of Medicine” vengono pubblicati i risultati dello studio internazionale SHARP (ClinicalTrials.gov number, NCT00105443) sul trattamento medico dell’epatocarcinoma.

E’ il primo studio che riporta un aumento della sopravvivenza nei pazienti trattati con un farmaco, portatori di epatocarcinoma e che non possono essere operati.

Llovet JM, Ricci S, Mazzaferro V, Hilgard P, Gane E, Blanc JF, de Oliveira AC, Santoro A, Raoul JL, Forner A, Schwartz M, Porta C, Zeuzem S, Bolondi L, Greten TF, Galle PR, Seitz JF, Borbath I, Häussinger D, Giannaris T, Shan M, Moscovici M, Voliotis D, Bruix J; SHARP Investigators Study Group. Sorafenib in advanced hepatocellular carcinoma. N Engl J Med. 2008 Jul 24;359(4):378-90. doi: 10.1056/NEJMoa0708857.

Viene descritta la prima procedura di ALPPS (Associating Liver Partition and Portal vein ligation for Staged hepatectomy), una particolare tecnica di resezione epatica in due tempi che consente una veloce ricrescita di una parte del fegato.

Il gruppo dell’Università di Oslo, Norvegia, pubblica la prima serie al mondo di pazienti trapiantati per metastasi epatiche non resecabili da tumore del colon retto.

La presenza di metastasi al fegato era stata, fino a questo momento, una controindicazione assoluta all’esecuzione del trapianto. L’articolo apre una nuova frontiera nel campo della trapiantologia oncologica.

Hagness M, Foss A, Line PD, Scholz T, Jørgensen PF, Fosby B, Boberg KM, Mathisen O, Gladhaug IP, Egge TS, Solberg S, Hausken J, Dueland S
Liver transplantation for nonresectable liver metastases from colorectal cancer.
Ann Surg. 2013 May;257(5):800-6

Il chirurgo milanese Guido Torzilli, all’Humanitas University di Rozzano (Milano) propone che i tumori che coinvolgono S1, S4 e / o S8 e infiltrandosi o entrando in contatto con la vena sovraepatica mediana alla confluenza nella vena cava inferiore possano essere rimossi in modo conservativo  con l’approccio del “tunnel del fegato”. Il “tunnel” introduce un ulteriore fattore a favore della politica di risparmio del parenchima epatico per lesioni localizzate centralmente nel fegato e che infiltrino una sovraepatica centrale nel fegato.

Torzilli G, Cimino M, Procopio F, Costa G, Donadon M, Del Fabbro D, Gatti A, Garcia-Etienne CA. Conservative hepatectomy for tumors involving the middle hepatic vein and segment 1: the liver tunnel. Ann Surg Oncol. 2014 Aug;21(8):2699. doi: 10.1245/s10434-014-3675-9.

Ancora il  chirurgo milanese Guido Torzilli, all’Humanitas University di Rozzano (Milano) teorizza che la chirurgia resettiva R1Vasc raggiunge risultati equivalenti alla resezione epatica R0 in termini di efficacia oncologica. Si può perseguire il distacco delle metastasi colorettali dai vasi intraepatici per aumentare la resecabilità del paziente e anche la sicurezza della resezione (tecnica del risparmio parenchimale).

Viganò L, Procopio F, Cimino MM, Donadon M, Gatti A, Costa G, Del Fabbro D, Torzilli G. Is Tumor Detachment from Vascular Structures Equivalent to R0 Resection in Surgery for Colorectal Liver Metastases? An Observational Cohort. Ann Surg Oncol. 2016 Apr;23(4):1352-60. doi: 10.1245/s10434-015-5009-y.

La rivista scientifica Nature pubblica lo studio CONSORT, il primo multicentrico, randomizzato, sull’uso di macchine di preservazione normotermica nel trapianto di fegato. 

Nasralla D, Coussios CC, Mergental H, et al. A randomized trial of normothermic preservation in liver transplantation. Nature. 2018;557(7703):50–56

Matteo Ravaioli, dell’Università di Bologna, esegue il primo trapianto segmentario, eterotopico di fegato  al mondo, posizionando il graft nella loggia splenica, dopo splenectomia, e vascolarizzandolo con i vasi splenici.

L’indicazione è stata posta in un giovane paziente portatore di metastasi epatiche non resecabili da tumore colorettale.

Matteo Ravaioli

Ravaioli M, Brandi G, Siniscalchi A, Renzulli M, Bonatti C, Fallani G, Prosperi E, Serenari M, Germinario G, Del Gaudio M, Zanfi C, Odaldi F, Bertuzzo VR, Pasqualini E, Maroni L, Frascaroli G, Rossetto A, Morelli MC, Vizioli L, Serra C, Sangiorgi G, D’Errico A, Contedini F, Cescon M. Heterotopic segmental liver transplantation on splenic vessels after splenectomy with delayed native hepatectomy after graft regeneration: A new technique to enhance liver transplantation. Am J Transplant. 2020 Jul 26. doi: 10.1111/ajt.16222. 

Vengono pubblicati sulla rivista “The New England Journal of Medicine” i risultati dello studio DHOPE-DCD ClinicalTrials.gov number, NCT02584283.

Lo studio ha valutato l’uso delle macchine da perfusione ipotermica nel prelievo di fegato da donatori a cuore non battente. I dati hanno rilevato la riduzione del rischio di complicanze biliari post-trapianto negli organi che erano stati perfusi in questa maniera, rispetto a quelli perfusi in maniera standard.

van Rijn R, Schurink IJ, de Vries Y, van den Berg AP, Cortes Cerisuelo M, Darwish Murad S, Erdmann JI, Gilbo N, de Haas RJ, Heaton N, van Hoek B, Huurman VAL, Jochmans I, van Leeuwen OB, de Meijer VE, Monbaliu D, Polak WG, Slangen JJG, Troisi RI, Vanlander A, de Jonge J, Porte RJ; DHOPE-DCD Trial Investigators. Hypothermic Machine Perfusion in Liver Transplantation – A Randomized Trial. N Engl J Med. 2021 Apr 15;384(15):1391-1401. doi: 10.1056/NEJMoa2031532. 

Principali documenti sulla Storia della Chirurgia Epatica

E’ possibile raggiungere molti dei lavori elencati in maniera diretta, tramite il bottone “Scarica il documento”.

Altri articoli scientifici possono, invece, non essere disponibili in maniera gratuita,

Foster JH.
History of liver surgery.
Arch Surg. 1991 Mar;126(3):381-7.

McClusky DA 3rd, Skandalakis LJ, Colborn GL, Skandalakis JE.
Hepatic surgery and hepatic surgical anatomy: historical partners in progress.
World J Surg. 1997 Mar-Apr;21(3):330-42

Tanabe KK.
The past 60 years in liver surgery.
Cancer. 2008; 113 (7 Suppl): 1888-96.

Felekouras ES, Kaparelos DC, Papalampros
The history of liver surgery, hepatectomy and haemostasis.
Hellenic Journal of Surgery 2010; 82: 280-296

Lehmann K, Clavien PA.
History of hepatic surgery.
Surg Clin North Am. 2010; 90: 655-64

Bismuth, H., Eshkenazy, R., & Arish, A.
Milestones in the evolution of hepatic surgery.
Rambam Maimonides medical journal, 2011; 2(1), e0021. 

Aragon RJ, Solomon NL.
Techniques of hepatic resection.
J Gastrointest Oncol. 2012 Mar;3(1):28-40.

He VJ.
Professor Henri Bismuth: the past, present and future of hepatobiliary surgery.
Hepatobiliary Surg Nutr. 2013;2(4):236-238. 

Kokudo N, Takemura N, Ito K, Mihara F
The history of liver surgery: achievements over the past 50 years.
Ann Gastroenterol Surg 2020; 4: 109-117

Il Fegato

Gli aspetti principali per la conoscenza chirurgica di questo importante organo

Centro di Eccellenza

Cosa deve essere presente in un ospedale per poter ospitare un Centro di Chirurgia Epato Biliare

Resezioni Epatiche Robotiche

La frontiera tecnologica nell'esecuzione degli interventi sul fegato
NUOVO !!
manda un messaggio a https://t.me/@ChirurgiaFegato

Invia subito una richiesta con Telegram

Apri direttamente Telegram ed inviaci un SMS veloce e sicuro: riceverai una risposta alla tua necessità in tempi brevissimi
NUOVO !