Chirurgia Laparoscopica del Fegato

Chirurgia del fegato mini-invasiva, Chirurgia laparoscopica epatica, Chirurgia epatica laparoscopica, Laparoscopia epatica, Resezioni epatiche laparoscopiche

Laparoscopia

Rappresentazione schematica del possibile posizionamento degli accessi per gli strumenti chirurgici per un intervento di resezione epatica

La laparoscopia (o Video-Laparo-Chirurgia, abbreviata come VLC) è una tecnica chirurgica minimamente invasiva, grazie alla quale il chirurgo operatore può entrare nella cavità addominale di un paziente, senza ricorrere alle grandi incisioni richieste invece dalla chirurgia tradizionale a cielo aperto (denominata invece “laparotomica”).

La laparoscopia, quindi, prevede l’esecuzione di un numero esiguo di piccole incisioni (il cui numero è variabile in base all’intervento da eseguire) necessarie per introdurre degli strumenti particolari adatti a illuminare, vedere ed operare all’interno della pancia. Attraverso questi strumenti si può contemporaneamente “gonfiare” la pancia, insufflando l’anidride carbonica, per creare un grande spazio utile per poter vedere ed eseguire quelle manovre chirurgiche necessarie per poter trattare il paziente. La presenza di aria o di anidride carbonica all’interno della pancia si identifica con il nome di “pneumoperitoneo”.

Le tecniche mini-invasive (quali la laparoscopia e la robotica), vengono eseguite comunque in anestesia generale.

Lo strumento principale è il laparoscopio: uno strumento per la visione del diametro di 10 mm, dotato di fibre ottiche attraverso le quali viaggia la luce e collegato ad una telecamera esterna che proietta su un monitor le immagini della cavità addominale.

Sì.

La laparoscopia può essere impiegata con successo per eseguire interventi, anche complessi, sul fegato.

La prima resezione epatica eseguita per via laparoscopica è stata però eseguita e pubblicata da un ginecologo: H. Reich, di Kingston, Pennsylvania (USA) nel novembre 1991.

Non vi sono limitazioni per l’uso della laparoscopia in chirurgia epatica. Tuttavia i pazienti devono eseguire una attenta valutazione clinica e radiologica, per considerare la reale possibilità di poter effettivamente eseguire questa metodica per l’intervento necessario a curare la malattia di cui sono portatori:

Valutazioni di carattere generale:

  • assenza di condizioni o di malattie che possano rendere problematico l’esecuzione ed il mantenimento del pneumoperitoneo (l’introduzione dell’anidride carbonica all’interno della pancia).

Valutazioni di carattere tecnico:

  • presenza di tenaci aderenze addominali esito di processi infiammatori o di precedenti interventi chirurgici;
  • numero e sede delle masse o dei noduli all’interno del fegato che debbono essere asportati. 

I vantaggi della mini-invasività nella chirurgia addominale (e quindi nella chirurgia del fegato) sono numerosi:

Vantaggi di tipo clinico:

  • Riduzione del dolore post-operatorio per l’assenza di grandi cicatrici nella pancia;
  • Riduzione del tempo di disfunzione post-chirurgico dell’intestino (è possibile la ripresa dell’alimentazione poco dopo l’intervento)
  • Riduzione della degenza in ospedale

Vantaggi di tipo estetico:

  • Assenza di grandi cicatrici nella pancia
  • Possibilità di estrarre il materiale da asportare con l’intervento attraverso l’esecuzione di tagli nella pancia in zone che possono essere poco visibili o mascherate dai più comuni indumenti.

Bisogna però anche sottolineare che, a causa della maggiore complessità tecnica, gli interventi eseguiti per via laparoscopica hanno spesso una durata maggiore rispetto a quelli eseguiti “a pancia aperta”.

Durante gli interventi di chirurgia epatica laparoscopica possono verificarsi tutti i problemi che possono insorgere anche in interventi “a pancia aperta”. Ad esempio: sanguinamenti, rotture di organi interni, ecc..

Quasi tutti questi problemi possono comunque essere ben controllati sempre usando tecniche laparoscopiche.

Quando, invece, con la laparoscopia è difficile se non impossibile risolvere questi problemi, è sempre possibile convertire l’intervento da laparoscopico a laparotomico.

In altre parole, si interrompono le azioni chirurgiche eseguite con il laparoscopio e gli altri strumenti laparoscopici, si interrompe il flusso di anidride carbonica che serve a “gonfiare” la pancia e si pratica la consueta incisione della parete addominale per completare l’intervento con i sistemi tradizionali e sotto visione diretta. 

Sì.

Durante gli interventi eseguiti con tecniche mini-invasive (laparoscopiche o robotiche) è possibile eseguire l’ecografia intraoperatoria con sonde costruite apposta.

L’ecografia intraoperatoria:

  • consente di vedere se il tumore o i tumori che debbono essere rimossi sono esattamente gli stessi di quelli visti alle indagini pre-operatorie,

  • consente di verificarne i rapporti con le strutture vascolari che sono all’interno del fegato e

  • consente di guidare il taglio che fa il chirurgo nel fegato nella maniera pianificata prima dell’operazione.

Se hai ancora dei dubbi su questo argomento, se vuoi approfondire un particolare aspetto che magari ti riguarda oppure riguarda una persona a te vicina, se voi richiedere un consulto attraverso la posta elettronica,

In questo momento di riorganizzazione delle attività sanitarie post-chiusura COVID, i sistemi migliori per prenotare una visita presso la Chirurgia Epato Bilio Pancreatica dell’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena”, in Roma, sono:

Le resezioni epatiche

Una descrizione schematica della tipologia di resezioni epatiche eseguibili.

Resezioni Epatiche Robotiche

La frontiera tecnologica della chirugia del fegato.

Centro di Eccellenza

I requisiti necessari per avere una Chirurgia del Fegato

Linee Guida sulle Resezioni Epatiche Laparoscopiche

Buell JF, Cherqui D, Geller DA
The International Position on Laparoscopic Liver Surgery: The Louisville Statement, 2008
Ann Surg. 2009;250:825–830

Wakabayashi G, Cherqui D, Geller DA, et al
Recommendations for laparoscopic liver resection: a report from the second International Consensus Conference held in Morioka
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Abu Hilal M, Aldrighetti L, Dagher I, Edwin B, Troisi RI, Alikhanov R, Aroori S, Belli G, Besselink M, Briceno J, Gayet B, D’Hondt M, Lesurtel M, Menon K, Lodge P, Rotellar F, Santoyo J, Scatton O, Soubrane O, Sutcliffe R, Van Dam R, White S, Halls MC, Cipriani F, Van der Poel M, Ciria R, Barkhatov L, Gomez-Luque Y, Ocana-Garcia S, Cook A, Buell J, Clavien PA, Dervenis C, Fusai G, Geller D, Lang H, Primrose J, Taylor M, Van Gulik T, Wakabayashi G, Asbun H, Cherqui D.
The Southampton Consensus Guidelines for Laparoscopic Liver Surgery: From Indication to Implementation.
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