al Fegato

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Cisti sierosa del fegato

Cisti sierose (cisti biliari) multiple rilevate nel fegato di una paziente che doveva essere operata per altre malattie.

Le cisti epatiche, o cisti biliari, o anche cisti sierose, sono fra i tumori benigni del fegato più comuni e di facile rilievo.

Con la sempre maggiore diffusione dell’esame TC, la loro prevalenza varia dal 15% al 18% della popolazione generale. E’ quindi molto facile esserne portatore.

Sono poco comuni (ma di possibile riscontro) nelle persone al di sotto dei 40 anni, con una predilezione del sesso femminile con un rapporto di 4:1 rispetto ai maschi.

La parete delle cisti è costituita dagli stessi elementi che costituiscono anche le vie biliari. La teoria più accreditata per la formazione di queste cisti è che si trattino effettivamente di vie biliari che, per un qualche motivo, abbiano perso il contatto con il rimanente albero biliare. 

Lo strato cellulare più interno continua quindi a produrre liquido che, non potendo andare più da nessuna parte, si accumula e forma la cisti stessa.

Le cisti appaiono come delle cavità di dimensioni variabili all’interno del fegato, più o meno grandi. Possono andare da pochi millimetri a diversi centimetri. Possono essere singole o multiple.

La cavità liquida è circondata dal tessuto che forma la parete della cisti e che produce il liquido che si ritrova appunto al suo interno. 

Alla palpazione manuale appaiono come formazioni di consistenza teso-elastica, ma facilmente individuabili all’interno del fegato.

Nella stragrande maggioranza dei casi, le cisti non causano alcun problema al paziente che ne è portatore. Sono quindi del tutto asintomatiche, in particolare quelle piccole o comunque di dimensioni contenute.

La scoperta della loro presenza all’interno del fegato è quasi sempre occasionale, effettuata durante esami radiologici eseguiti per altri motivi clinici.

I sintomi possono invece essere causati da quelle cisti che sono diventate sufficientemente grandi da dare fastidio al paziente. I sintomi possono  essere il dolore addominale oppure il senso di ripienezza o di tensione addominale. Le cisti di dimensioni ancora più grandi possono dare dei problemi di compressione all’intestino, disturbando il passaggio del materiale alimentare all’interno dei visceri.

Ancora più raramente le cisti possono sanguinare al loro interno oppure possono infettarsi, dando dolore e febbre.

Queste cisti non si trasformano mai in tumori maligni.

L’esame più semplice, ma anche più efficace, è l’ecografia addominale. L’esame rileva la presenza di una zona priva di echi (anecogena), omogenea, a contenuto liquido e con margini lisci. Segno ecografico caratteristico è il rinforzo di parete posteriore, causato dagli echi generati dalla sonda ecografica che acquistano velocità attraversando il liquido di cui è composta la cisti e formano un cono posteriore di echi rafforzati.

Anche alla TC l’aspetto è tipico. Lo strumento mostra una zona ben demarcata rispetto al fegato circostante, omogenea al suo interno e con pareti regolari e lisce che non assumono il contrasto che viene iniettato al paziente per via endovenosa durante l’esame.

Alla Risonanza Magnetica le cisti appaiono come zone di elevata intensità (iperintense) nelle sequenze T2, senza incremento al contrasto. Anche questo aspetto è assai caratteristico e permette di distinguere molto bene le cisti sierose da altre formazioni del fegato.

La presenza di elementi radiologici aggiuntivi (presenza di setti interni, fenestrazioni, calcificazioni, pareti irregolari, cisti figlie all’interno) devono fare pensare alla presenza di altre lesioni diverse dalle cisti semplici e impongono ulteriori riflessioni.

In linea generale, nei casi di pazienti nei quali la diagnosi di cisti sierosa del fegato è del tutto certa, si seguono queste due regole:

  1. le cisti asintomatiche, che vengono rilevate occasionalmente durante esami eseguiti per altri motivi, non necessitano di alcun trattamento. Si può decidere di controllarle di tanto in tanto (ogni anno? ogni due anni?) per verificare che non aumentino di volume;
  2. le cisti che causano sintomi al paziente, che hanno sanguinato, si sono rotte o si sono infettate, devono essere invece valutate per il trattamento.

E’ fortemente sconsigliato di semplicemente aspirare queste cisti: questo porta inevitabilmente alla riformazione della cisti stessa e spesso causa un peggioramento dei sintomi lamentati dal paziente.

Il trattamento di scelta è invece chirurgico, con l’apertura della cisti e l’asportazione di tutta la parete rimovibile con facilità: l’intervento può prendere il nome di fenestrazione, di marsupializzazione o di pericistectomia. Questo intervento porta alla risoluzione definitiva dei problemi in una percentuale di casi superiore al 90%.

Negli ultimi due decenni questo intervento viene condotto prevalentemente per via laparoscopica, con minore impatto sulla qualità di vita del paziente e un ridotto danno estetico.

Nei pazienti che per motivi clinici non possono essere operati e in quelli che rifiutano l’intervento chirurgico, si può proporre l’aspirazione della cisti, con una manovra di radiologia interventistica, e la successiva iniezione di alcool o di altro liquidi ad azione sclerosante. Bisogna ricordare che questo trattamento ha però un alto tasso di recidiva della cisti e non deve sostituire quello chirurgico.

Se hai ancora dei dubbi su questo argomento, se vuoi approfondire un particolare aspetto che magari ti riguarda oppure riguarda una persona a te vicina, se voi richiedere un consulto attraverso la posta elettronica, contattaci usando il semplice modulo on-line a tua disposizione oppure scrivici una mail.

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Linee Guida che contengono indicazioni per la diagnosi ed il trattamento delle cisti al fegato.

Linee guida pubblicate dall’American Journal of Gastroenterology sulla definizione dei noduli del fegato (documento in lingua inglese, scaricabile direttamente dal sito).

Marrero JA, Ahn J, Rajender Reddy K; Americal College of Gastroenterology. ACG clinical guideline: the diagnosis and management of focal liver lesions. Am J Gastroenterol. 2014;109(9):1328‐1348.

Linee Guida sulla Gestione dei Tumori Benigni del fegato, pubblicate dall’EASL (European Association for the Study of Liver Deaseases) nel 2016 (in lingua inglese)

European Association for the Study of the Liver (EASL)
EASL Clinical Practice Guidelines on the Management of Benign Liver Tumours
J Hepatol. 2016 Aug;65(2):386-98