Chirurgia del Fegato a Firenze!

Dal 1° Marzo 2023, Chirurgia del Fegato sarà all'Università di Firenze
AOUC Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi - Largo Brambilla, 3 - 50134 Firenze

Categoria: Resezioni epatiche

Trattamento della recidiva di epatocarcinoma dopo resezione epatica

Modello predittivo di machine learning per guidare l’allocazione al trattamento della recidiva di epatocarcinoma dopo resezione epatica

Mancano ancora chiare indicazioni su come selezionare la terapia delle recidive di carcinoma epatocellulare (HCC) dopo una epatectomia.
I dati di questo studio sono stati ottenuti da un registro italiano di epatocarcinomi operati tra il gennaio 2008 e il dicembre 2019, con un follow-up mediano di 27 (12-51) mesi. La convalida esterna dei dati è stata eseguita con altri dati derivati da una coorte italiana diversa e da una coorte giapponese. Sono stati inclusi pazienti con recidiva di HCC dopo la prima terapia chirurgica. Sono stati valutati i fattori che hanno influito sulla sopravvivenza dopo recidiva a seconda dei differenti trattamenti effettuati (nuova resezione epatica, termoablazione, chemioembolizzazione o sorafenib). Il modello è stato quindi adattato individualmente per identificare il miglior trattamento potenziale. L’analisi è stata condotta tra gennaio e aprile 2021.
In totale, sono stati arruolati 701 pazienti con recidiva di HCC (età media [DS], 71 [9] anni; 151 [21,5%] femmine). Di questi, 293 pazienti (41,8%) hanno ricevuto una seconda epatectomia o termoablazione, 188 (26,8%) il sorafenib e 220 (31,4%) la chemioembolizzazione.
In termini di potenziale sopravvivenza dopo la recidiva, secondo questo modello avrebbero beneficiato 611 pazienti (87,2%) di una seconda epatectomia o della termoablazione, 37 (5,2%) del sorafenib e 53 (7,6%) dalla chemioembolizzazione. Rispetto ai pazienti per i quali il miglior trattamento potenziale era l’epatectomia o la termoablazione reoperatoria, il sorafenib e la chemioembolizzazione sarebbero potenzialmente il miglior trattamento per i pazienti più anziani (età mediana [IQR], 78,5 [75,2-83,4] anni, 77,02 [73,89-80,46] anni e 71,59 [64,76-76,06] anni per sorafenib, chemioembolizzazione e seconda resezione o termoablazione, rispettivamente), con un numero mediano di noduli di recidiva inferiore (IQR) (1,00 [1,00-2,00] per sorafenib, 1,00 [1,00-2,00] per chemioembolizzazione e 2,00 [1.00-3.00] per epatectomia reoperatoria o termoablazione). La recidiva extraepatica veniva osservata nel 43,2% dei pazienti (n = 16) per sorafenib come miglior trattamento potenziale, rispetto al 14,6% (n = 89) per seconda resezione o termoablazione come miglior trattamento potenziale e 0% per chemioembolizzazione come miglior trattamento potenziale. Tali profili sono stati quindi utilizzati per costituire un algoritmo su misura per il paziente per la migliore allocazione potenziale del trattamento.
L’algoritmo qui presentato dovrebbe aiutare nell’allocazione pazienti con recidiva di HCC al miglior trattamento potenziale secondo la loro specificità caratteristiche, secondo una gerarchia di trattamento.

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Insufficienza epatica

Insufficienza epatica post operatoria

L’esecuzione di una resezione epatica maggiore può comportare una disfunzione del fegato dopo l’intervento. L’insufficienza epatica rappresenta un importante fattore di rischio per il paziente.
La presentazione analizza l’impatto di questa complicanza e i metodi per prevenirla.

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Resezioni vascolari durante epatectomia

Resezioni Vascolari durante Epatectomie

L’esecuzione di una resezione vascolare nel corso di un intervento di epatectomia rappresenta una procedura indubbiamente complessa.
I risultati sono spesso deludenti in quanto la resezione di un vaso è resa necessaria spesso per malattie già avanzate.

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Metastasi epatiche metacrone

Metastasi epatiche metacrone

Nonostante la presenza di linee guida nazionali e internazionali, il trattamento delle metastasi epatiche metacrone da tumore colorettale rappresenta ancora oggi un argomento largamente dibattuto.

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Effetto centro trapianto di fegato

L’effetto di un programma di trapianto di fegato sui risultati dell’epatocarcinoma resecabile: un’analisi multicentrica a livello nazionale

Questo studio è stato effettuato analizzando i dati contenuti nel registro italiano HE.RC.O.LE.S.
Il trattamento chirurgico dell’HCC comprende sia la resezione epatica che il trapianto di fegato.
Tuttavia, la presenza di cirrosi e la possibilità di recidiva rendono la gestione di questa malattia complessa e probabilmente diversa a seconda della presenza all’interno di un ospedale di un programma per il trapianto di fegato.
Un totale di 3202 pazienti da 25 ospedali italiani sono stati arruolati durante il periodo di questo studio.
Tre ospedali su 25 (12%) avevano un programma di trapianto di fegato.
La presenza di un tale programma all’interno dell’ospedale era associato a una ridotta probabilità di insufficienza epatica post-resezione epatica (OR=0,38) ma non a differenze nella sopravvivenza globale dei pazienti o nella sopravvivenza libera da malattia.

In un ospedale con un centro trapianti vi era una maggiore probabilità di trapianto di fegato per recidiva del tumore dopo una eventuale prima resezione epatica (OR=12.05).
Tra i pazienti candidabili al trapianto, quelli che hanno effettivamente eseguito questo intervento hanno avuto una maggiore sopravvivenza dopo la ripresa della malattia.
Questo studio ha dimostrato che la presenza di un programma per il trapianto di fegato è associata a inferiori tassi di insufficienza epatica post-resezione e a una maggiore probabilità di ricevere un trapianto di salvataggio se il tumore si ripresenta.

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Vanishing liver metastases

Metastasi epatiche che scompaiono dopo la chemioterapia

La chemioterapia per le metastasi epatiche da tumore colorettale consente oggi di trattare con efficacia queste lesioni e di ridurre le loro dimensioni.
A volte queste metastasi possono addirittura scomparire.
Questo non significa che le metastasi siano effettivamente curate ed sempre consigliabile la loro asportazione chirurgica con una o più resezioni epatiche.
Il problema principale è rappresentato da come riuscire a identificare queste metastasi durante la resezione epatica e come possa essere possibile eseguire interventi veramente efficaci dal punto di vista oncologico.

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Variazioni nei risultati rischio-aggiustati in 4318 resezioni epatiche laparoscopiche

Lo studio dimostra che i chirurghi possono agire secondo le linee guida nell’interesse del paziente, modificando l’approccio operatorio in relazione alle diverse indicazioni e alle esperienze diverse, ma in definitiva fornendo la stessa qualità di assistenza. La calcolatrice proposto dallo studio può standardizzare il rischio. I suoi risultati possono essere uno strumento prezioso per monitorare le prestazioni delle resezioni epatiche laparoscopiche e per adottare misure sanitarie tempestive per correggere eventuali sottoperformance.

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Chirurgia del Fegato all'Università di Firenze!

Chirurgia Epato-Bilio-Pancreatica

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