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Trapianto di Fegato da Donatore Vivente Cosa è |
Perché si propone | Come
è regolato | Chi lo può fare
| Cosa è ? Il prelievo di una parte di fegato da un donatore vivente viene effettuato per il beneficio terapeutico del paziente in attesa del trapianto su esplicita, motivata e libera richiesta del donatore e del ricevente, dopo che entrambe abbiano ricevuto una corretta e completa informazione. |
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Perché si
propone ? Per ovviare, almeno in parte, a questo problema, è stato proposto di prelevare una parte di fegato da un donatore volontario e trapiantarla successivamente nel paziente che necessita del nuovo organo. Questo è possibile grazie alla capacità del fegato di ricrescere quando ne venga asportata una porzione. Questa tecnica, eseguita per la prima volta alla fine degli anni '80, ha trovato un grande successo in Giappone, dove la donazione d'organi è un evento rarissimo, e negli ultimi anni è stata applicata con successo anche nei pazienti adulti.
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Come
è
regolato il trapianto di fegato da donatore vivente ? Art. 1. 1. In deroga al divieto di cui all'articolo 5 del codice civile
è ammesso disporre a titolo gratuito di parti di fegato al fine esclusivo del
trapianto tra persone viventi. Art. 2. 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. |
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Chi
lo può fare ? Il grande problema nasce invece nell'identificazione del possibile donatore. Infatti, solo un paziente su cinque trova un donatore idoneo all'asportazione parziale del fegato. I possibili donatori sono sottoposti ad un rigido protocollo di studio che deve verificare se sono effettivamente idonei alla donazione dal punto di vista delle condizioni generali e se sia possibile asportare una parte del fegato tale da non provocare disturbi allo stesso donatore e che sia poi sufficiente per il paziente che riceve il trapianto. |
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Quali
sono i rischi ? L’intervento sul
donatore della parte di fegato da utilizzare per il trapianto
comporta l’esecuzione di una resezione epatica. L’intervento di resezione
epatica è considerato di chirurgia maggiore. L’estensione della parte da
asportare viene definita caso per caso, in rapporto al peso del paziente che
deve ricevere l’organo ed alle dimensioni del fegato del candidato alla
donazione.
In ogni caso si tratta di
un intervento che può presentare complicanze chirurgiche e non chirurgiche a
breve e a lungo termine. Nel mondo si sono verificati alcuni casi di
complicanze fatali per il donatore, in una percentuale valutabile intorno allo
0,5-1% dei casi. Altre complicanze, di varia intensità, legate al prelievo di
una parte del fegato si possono verificare circa in un 20-40% di casi.
Il successivo trapianto di fegato non comporta invece rischi
particolari rispetto al trapianto di fegato effettuato con un organo
intero da donatore cadavere. Può verificarsi un aumento delle complicanze
post-operatorie, legate alla necessità di dividere il fegato. |
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Quali
sono i vantaggi di questa procedura? |
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A
chi ci si deve rivolgere per usufruire di questa possibilità? |
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| (aggiornato il 5 maggio 2002) | ||||
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