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Resezione
Epatica
(Epatoresezione,
Resezione parziale del fegato) Cosa
sono | Come si definiscono
| Quali sono | Complicazioni
| Rischi
Cosa
sono ?
Le resezioni epatiche sono interventi chirurgici che si eseguono in anestesia generale e ad addome aperto. Solo recentemente sono state eseguite asportazioni di parte del fegato per via laparoscopica
(senza aprire la pancia): questa tecnica deve ancora ricevere un consenso da parte della comunità dei chirurghi.
La prima descrizione di un intervento
sul fegato risale al 1870 e solo nel 1952 è stata descritta la prima
epatectomia destra, grazie a Lortard-Jacob, a Parigi. Descritte già
all'inizio del secolo, le resezioni epatiche hanno ricevuto grande
impulso alla fine degli anni '60 grazie a un chirurgo vietnamita (Tôn
Thât Tùng), che mise a punto la digitoclasia (la rottura del fegato
con le dita, allo scopo di evidenziare e preservare i vasi che scorrono
dentro al fegato, riducendo quindi il rischio di emorragia).
Successivamente sono state standardizzate altre tecniche, che oggi si
avvalgono anche di una sofisticata strumentazione.
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Come
si definiscono?
La definizione dell'estensione di una resezione epatica trova il suo
fondamento sull'anatomia dei vasi che
scorrono dentro questo organo e che ne determinano l'estensione dei
segmenti nei quali questo particolare organo è diviso.
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Quali sono? Le
definizioni
(negli schemi che seguono la parte di fegato da asportare è quella
colorata di marrone)
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Estensione |
Descrizione |
| Epatectomia
destra |
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Consiste
nell'asportazione di tutto il lobo destro del fegato (segmenti 5, 6,
7 e 8). Rappresenta il principale intervento per i tumori sorti in
questa parte del fegato. Prevede l'asportazione di più della metà
del fegato. È uno degli interventi previsti nel caso di trapianto
di fegato da donatore vivente. |
| Epatectomia
sinistra |
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È la rimozione del lobo
sinistro del fegato (segmenti 2, 3 e 4). È uno degli interventi
previsti nel caso di trapianto di fegato da donatore vivente. |
| Epatectomia
destra allargata |
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Consiste nella rimozione
dell'emifegato destro e del 4° segmento (quindi, del cosiddetto
"lobo anatomico" destro). È uno degli interventi
maggiormente demolitivi nella chirurgia del fegato. Trova la più
frequente applicazione nei casi di tumori delle vie biliari o della
colecisti. Viene spesso associato all'embolizzazione
preventiva del ramo destro della vena porta per ridurre il
rischio di insufficienza postoperatoria del fegato. |
| Epatectomia
sinistra allargata |
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Intervento raramente
applicato nella pratica chirurgica. Consiste nella rimozione
dell'intero emifegato sinistro e del settore anteriore destro
(segmenti 8° e 5°). Estremamente demolitivo e impegnativo, con
alto rischio di insufficienza epatica. |
| Settoriectomia
anteriore destra |
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Rimozione dei segmenti
5° e 8°, che ricevono sangue dallo stesso vaso proveniente dalla
vena porta. Descritto nella letteratura scientifica dal nostro
gruppo agli inizi degli anni '90. |
| Settoriectomia
posteriore destra |
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Rimozione dei segmenti
6° e 7°, che ricevono sangue dallo stesso vaso proveniente dalla
vena porta. Qualche gruppo chirurgico utilizza questi due segmenti
per il trapianto di fegato da vivenete, allo scopo di ridurre i
rischio nella persona che dona. |
| Segmentectomia
4 |
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Rimozione isolata del
segmento 4°. Raramente impiegata nella pratica quotidiana. Utile
per i pazienti cirrotici per evitare l'eccessiva asportazione di
parenchima. |
| Settoriectomia
laterale sinistra |
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Comunemente denominata
"lobectomia sinistra", poiché prevede l'asportazione del
lobo anatomico sinistro. È
l'intervento impiegato nel trapianto di fegato split
convenzionale (adulto - bambino). |
| Bisegmentectomia |
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Intervento chirurgico
che prevede l'asportazione di due segmenti del fegato che non sono
vascolarizzati dallo stesso vaso proveniente dalla vena porta. |
| Segmentectomia |
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Asportazione anatomica
di uno solo degli 8 segmenti in cui è diviso il fegato (in questo
caso è rappresentata l'asportazione del segmento 6°). |
| Resezioni
"a cuneo" o resezioni "wedge" |
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Sono tutte quelle
resezioni che non seguono la divisione anatomica del fegato e
prevedono la rimozione di una parte di fegato di estensione
inferiore ad un segmento. |
Fonte:
IHPBA Brisbane 2000 Terminology of
Liver Anatomy & Resections
Terminology Committee of the
International
Hepato-Pancreato-Biliary Association
HPB 2000; 2(3):333-39 |
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Quali
sono le possibili complicazioni delle resezioni epatiche ?
Le resezioni epatiche sono interventi chirurgici e come tali non sono
esenti da tutte le complicazioni postoperatorie tipiche di queste
procedure. Fra le tante possiamo ricordare: infezioni della ferita,
infezioni polmonari, trombosi venose profonde.
Esistono però problemi
specifici delle resezioni epatiche:
- insufficienza epatica:
è forse la più temuta. Nei pazienti non cirrotici si può verificare a
causa dell'eccessiva asportazione di fegato. Quando l'intervento da
eseguire può comportare tale rischio, si eseguono sofisticate tecniche
di misurazioni per verificare se il fegato che rimane al paziente sia
sufficiente per non causare problemi. Nei pazienti cirrotici si può
verificare a causa di un peggiorare delle condizioni funzionali del
fegato dopo l'intervento.
- fistole biliari:
sono la fuoriuscita di bile dalla superficie del fegato sezionato o
dalla via biliare vera e propria. Generalmente non causano problemi se
la bile viene fatta defluire all'esterno della pancia (mediante drenaggi
posizionati al momento dell'intervento a anche successivamente) e si
risolvono spontaneamente. In rare pazienti con questo problema
necessitano di un nuovo intervento chirurgico.
- ascite: è la
comparsa di acqua libera nella pancia. È
causato dalla temporanea diminuzione della produzione di albumina da
parte del fegato dopo l'intervento. Viene trattato con la
somministrazione di albumina per via endovenosa, con farmaci che
stimolano la diuresi e, in casi particolari, con paracentesi
(asportazione del liquido presente nella pancia mediante un ago inserito
attraverso la pelle).
- edemi alle caviglie:
sono anch'essi causati dalla
temporanea diminuzione della produzione di albumina da parte del fegato
dopo l'intervento. Vengono trattati con la somministrazione di albumina
per via endovenosa, con farmaci che stimolano la diuresi e con il
posizionamento di calze elastiche
- versamento pleurico:
complicazione tipica degli interventi sul fegato. È
causato dall'irritazione del muscolo diaframma (il principale muscolo
della respirazione, che divide il torace dall'addome) da parte delle
manovre chirurgiche eseguite durante l'intervento. Anche questo problema
viene trattato con la somministrazione di albumina per via endovenosa,
con farmaci che stimolano la diuresi e, in casi particolari, con
toracentesi (asportazione del liquido presente nel torace mediante un
ago inserito attraverso la pelle).
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Quali
sono i rischi a cui ci si sottopone quando si esegue una resezione
epatica?
Come tutte le altre procedure "invasive", anche le
resezioni epatiche hanno un rischio operatorio. La quantificazione del
rischio dipende da numerosi fattori:
- lo stato del fegato;
- le condizioni generali del paziente;
- la quantità di fegato da asportare;
- la presenza di malattie concomitanti che pongano il paziente a
maggiore rischio;
- il volume di attività di chirurgia del fegato svolto dal centro
presso il quale ci si fa operare..
In generale si può
asserire che:
-
gli interventi
effettuati in pazienti non cirrotici hanno rischio di poco superiore
allo 0%;
-
gli interventi
effettuati in pazienti cirrotici, a seconda dei criteri con i quali
viene effettuata la selezione, comportano un rischio operatorio
compreso fra l'1% ed il 2%
-
gli interventi estesi
(le epatectomie allargate) comportano un rischio superiore, che può
giungere al 5%; quasi sempre questi interventi vengono effettuati
per malattie tumorali maligne, che giustificano la necessità di
sottoporsi ad un tale rischio.
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