GLI Esami usati per studiare il Fegato

 

esami del sangue   |  esami radiologici


Esami del sangue del fegato

 

Alfafetoproteina (AFP)

Bilirubina

La bilirubina è una sostanza che deriva dalla normale e fisiologica distruzione dei globuli rossi nei vasi sanguigni. La morte del globulo rosso libera l'emoglobina che in esso è contenuta. L'emoglobina viene eliminata dal fegato mediante la sua trasformazione in bilirubina.

La bilirubina è fra i principali componenti della bile, che viene appunto prodotta dal fegato, trasportata nell'intestino attraverso la via biliare e che serve alla digestione del cibo che mangiamo.

Nei referti degli esami del sangue si possono leggere due o tre voci legate alla bilirubina:
1) bilirubina indiretta (detta anche non coniugata): è la parte di bilirubina che non ha ancora subito l'elaborazione completa da parte delle cellule del fegato e non è quindi ancora passata nelle vie biliari. Un aumento di questo valore indica un difetto delle cellule del fegato nella loro funzione.
2) bilirubina diretta (detta anche coniugata): è la parte di bilirubina che è già stata elaborata dal fegato e che è stata immessa nelle vie biliari. Un aumento di questo valore indica un impedimento meccanico al flusso della bile attraverso le vie biliari (il quadro viene definito come "ittero meccanico");
3) bilirubina totale: è la semplice somma dei due precedenti valori. Il rapporto fra bilirubina indiretta e bilirubina diretta aiuta il medico a capire se un ittero è dovuto ad una malattia del fegato o a un ostacolo meccanico delle vie biliari.

CEA

Colestasi

Fosfatasi Alcalina

Gamma GT

Transaminasi

L'esame del sangue che, a torto o a ragione, è considerato quello che rispecchia la situazione del fegato.

Sono due: vengono solitamente abbreviate come GOT e GPT (oppure come SGOT e SGPT), ma nei referti provenienti da laboratori che refertano con sigle inglesi possono essere indicate come AST e ALT.

I valori che vengono ricercati indicano la quantità di questi enzimi (le transamninasi) nel sangue.

I valori che indicano la normalità possono variare da laboratorio a laboratorio.

Le transaminasi aumentate nel sangue indicano che un numero anormale di cellule del fegato sta liberando nel sangue questi enzimi. Le cause che possono essere alla base di ciò possono essere tante. Questo indica perché il valore delle transaminasi, da solo, non possa essere indicativo di questa o quella malattia. Il valore delle transaminasi deve perciò essere associato al quadro clinico ed agli altri esami di laboratorio.

Quantità più basse di transaminasi sono presenti anche nelle cellule muscolari. Questo deve essere tenuto presente nei traumi e nei pazienti con sospetto infarro del cuore.

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Esami radiologici utili per lo studio del fegato

 

Ecografia

È l'esame più comune e diffuso per lo studio del fegato. Si esegue in ambulatorio e consiste nel passaggio sulla pelle sovrastante il fegato di una sonda che produce ultrasuoni. Il modo diverso con cui questi echi vengono riflessi dalle strutture sottostanti viene ricostruito dal computer presente sulla macchina, che genera poi le immagini visibili sullo schermo.

Non si usano quindi raggi. Per questo motivo l'esame è semplice, poco costoso e facilmente ripetibile. Uno dei problemi principali è rappresentato da una certa dipendenza dall'operatore. Per tale motivo viene sempre consigliato ai pazienti che devono eseguire questo esame ripetutamente nel tempo, di affidarsi sempre allo stesso medico, per quanto possibile.

TAC

È l'abbreviazione di Tomografia Assiale Computerizzata. Esame assai utile nello studio del fegato, che viene eseguito in sale radiologiche dedicate solo a questa metodica. Il paziente viene accomodato su un lettino mobile che scorre all'interno di un anello che genera i raggi X.

Questi raggi analizzano strati del corpo nelle zone da analizzare e le ricostruiscono al computer. Lo spessore degli strati viene definito dal radiologo: più sono sottili sono gli strati, più è accurata (ma lunga) l'indagine.

L'esame viene completato con l'iniezione endovenosa del mezzo di contrasto (solitamente abbreviato come mdc nei referti), che consente di distinguere i vasi. Per l'iniezione del mezzo di contrasto i pazienti devono sottoscrivere un consenso informato.

Le macchine più recenti (spirali e a doppia spirale) consentono di studiare il fegato molto velocemente (pochi minuti per tutto l'organo) consentendo di ottenere immagini assai dettagliate. Questo esame del fegato include quattro fasi:
1) la fase a vuoto, dove il fegato viene analizzato senza mezzo di contrasto;
2) la fase arteriosa: il mezzo di contrasto (iniettato generalmente in una vena periferica del braccio) arriva al fegato attraverso l'aorta e consente di visualizzare le arterie e le strutture all'interno dell'organo che ricevono sangue principalmente dalle arterie;
3) la fase portale: il mezzo di contrasto giunge nella vena porta provenendo dalla milza (dall'arteria splenica) e dagli intestini (dalle arterie mesenteriche) e consente di visualizzare la biforcazione portale, i rami portali segmentari e le strutture all'interno dell'organo che ricevono sangue principalmente dalla vena porta;
4) la fase venosa reflua: il sangue che contiene il mezzo di contrasto esce dal fegato e consente di visualizzare le vene sovraepatiche e la vena cava inferiore. È indispensabile per uno studio corretto dei segmenti che costituiscono il fegato.

Lo studio TAC è molto importante nel definire l'estensione di una malattia tumorale del fegato, delle vie biliari e del pancreas. È sempre opportuno associare uno studio TAC del polmone quando è necessario studiare con questa metodica un paziente portatore di una malattia neoplastica di questi organi, a causa della sempre presente possibilità di sviluppo di metastasi nel polmone.

Per una valutazione da parte del chirurgo è necessario leggere il referto cartaceo scritto dal radiologo, ma è altrettanto importante che proprio il chirurgo possa vedere di persona le lastre vere e proprie dell'indagine.

La Storia

Nell'antichità si credeva di poter predire gli eventi futuri leggendo i lobi del fegato degli animali che venivano sacrificati per questo motivo.

Sacrificio della pecora

 

 

 

 

(aggiornato il 24 agosto 2004, revisionato il 30 maggio 2010)


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