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È l'abbreviazione di Tomografia Assiale
Computerizzata. Esame assai utile nello studio del fegato, che
viene eseguito in sale radiologiche dedicate solo a questa
metodica. Il paziente viene accomodato su un lettino mobile che
scorre all'interno di un anello che genera i raggi X.
Questi raggi analizzano strati del corpo nelle
zone da analizzare e le ricostruiscono al computer. Lo spessore
degli strati viene definito dal radiologo: più sono sottili sono
gli strati, più è accurata (ma lunga) l'indagine.
L'esame viene completato con l'iniezione
endovenosa del mezzo di contrasto (solitamente abbreviato come mdc
nei referti), che consente di distinguere i vasi. Per l'iniezione
del mezzo di contrasto i pazienti devono sottoscrivere un consenso
informato.
Le macchine più recenti (spirali e a doppia
spirale) consentono di studiare il fegato molto velocemente (pochi
minuti per tutto l'organo) consentendo di ottenere immagini assai
dettagliate. Questo esame del fegato include quattro fasi:
1) la fase a vuoto, dove il fegato viene analizzato senza
mezzo di contrasto;
2) la fase arteriosa: il mezzo di contrasto (iniettato
generalmente in una vena periferica del braccio) arriva al fegato
attraverso l'aorta e consente di visualizzare le arterie e le
strutture all'interno dell'organo che ricevono sangue
principalmente dalle arterie;
3) la fase portale: il mezzo di contrasto giunge nella vena
porta provenendo dalla milza (dall'arteria splenica) e dagli
intestini (dalle arterie mesenteriche) e consente di visualizzare
la biforcazione portale, i rami portali segmentari e le strutture
all'interno dell'organo che ricevono sangue principalmente dalla
vena porta;
4) la fase venosa reflua: il sangue che contiene il mezzo
di contrasto esce dal fegato e consente di visualizzare le vene
sovraepatiche e la vena cava inferiore. È indispensabile per uno
studio corretto dei segmenti che costituiscono il fegato.
Lo studio TAC è molto importante nel definire
l'estensione di una malattia tumorale del fegato, delle vie
biliari e del pancreas. È sempre opportuno associare uno studio
TAC del polmone quando è necessario studiare con questa metodica
un paziente portatore di una malattia neoplastica di questi
organi, a causa della sempre presente possibilità di sviluppo di
metastasi nel polmone.
Per una valutazione da parte del chirurgo è
necessario leggere il referto cartaceo scritto dal radiologo, ma è
altrettanto importante che proprio il chirurgo possa vedere di
persona le lastre vere e proprie dell'indagine.
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