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si fa la diagnosi La cirrosi è una malattia del fegato dovuta ad un'infiammazione cronica ed alla trasformazione dell'organo in tessuto fibroso (con cicatrici e setti). Il risultato finale è la distruzione della normale architettura del fegato.
La cirrosi insorge in seguito al progredire di alcune malattie che agiscono come stimoli infiammatori cronici sulle cellule
del fegato. Per questo motivo viene spesso diagnosticata in pazienti che sono già da tempo seguiti da medici specialisti
nelle malattie di fegato. Gli agenti responsabili dell'infiammazione sono molti e la loro azione deve essere protratta per lungo tempo, in particolare per quello che riguarda l'abuso di alcool, anche se esistono molte altre cause importanti, come alcune malattie epatiche virali. La distruzione della normale architettura e la perdita di cellule funzionanti impedisce al fegato di svolgere con regolarità i suoi compiti. Il fegato, infatti, svolge un ruolo importante non solo nella digestione del cibo, ma anche nel metabolismo di molti farmaci e nella fabbricazione delle proteine, comprese quelle che facilitano la coagulazione del sangue. Perché viene la cirrosi? Le cause:
Quali sono i disturbi causati dalla cirrosi ? I sintomi Nelle prime fasi, i sintomi possono anche essere assenti e la malattia viene individuata
durante indagini che sono state fatte per altri motivi.
L'ulcera peptica è frequente in associazione alla cirrosi alcoolica. L'assorbimento intestinale del glucosio e la perdita di proteine nell'apparato gastroenterico sono normali. Il senso del gusto e dell'olfatto possono essere ridotti. Le infezioni batteriche, spesso di origine intestinale, sono comuni. Deve essere sempre considerata la peritonite batterica spontanea. I cirrotici sono meno suscettibili alla malattia aterosclerotica coronarica ed aortica rispetto al resto della popolazione. I pazienti cirrotici hanno una pressione arteriosa inferiore a quella dei soggetti sani. Come si fa la diagnosi di cirrosi? Se l'esame clinico fa sorgere il sospetto di trovarsi di fronte a una cirrosi, la diagnosi può essere confermata con le analisi del sangue. Possono anche essere necessari un'ecografia e, talvolta, una biopsia del fegato per prelevare campioni di tessuto epatico da analizzare. Ciò può fornire anche informazioni sulla causa della cirrosi. Esami del sangue: Molti dei pazienti arrivano alla diagnosi di malattia cronica epatica e di cirrosi perché vengono rilevati nel sangue livelli elevati di transaminasi (GOT e GPT, anche denominate AST e ALT in alcuni laboratori), due enzimi prodotti dal fegato quando le sue cellule si rompono a causa dell'infiammazione. I pazienti cirrotici presentano abitualmente anche altre alterazioni negli esami del sangue:
Il cambiamento dell'aspetto del fegato: Si può ottenere con la visualizzazione diretta, per esempio durante una laparotomia (apertura della cavità addominale) o alla laparoscopia (visualizzazione dell'interno della cavità addominale attraverso micro-telecamere). In genere questi sistemi sono però inapproriati per arrivare alla diagnosi di cirrosi e oggi non vengono più usati. Inoltre, la laparotomia non dovrebbe essere mai impiegata a questo fine perché può precipitare l'insufficienza epatica anche nei pazienti con malattia ben compensata. L'ecografia suggerisce la diagnosi di cirrosi quando evidenzia aree dense riflettenti a distribuzione irregolare ed aumentata ecogenicità. Il lobo caudato è aumentato di volume relativamente al lobo destro. Tuttavia, l'ecografia non è una metodica affidabile per la diagnosi di cirrosi a meno che non siano già presenti quadri eclatanti. La diagnosi della cirrosi e delle sue complicanze con la Tomografia assiale computerizzata (TAC) ha un buon rapporto costo-beneficio. Può essere valutata la grandezza del fegato e osservata la superficie nodulare irregolare. Se non esistono controindicazioni, come l'ascite o un deficit della coagulazione, la biopsia può fornire indicazioni sull'eziologia e l'attività. Biopsie ripetute sono utili per valutare la progressione della malattia. Quale è il destino dei pazienti con la cirrosi? La prognosi La prognosi e il trattamento dipendono dall'entità
dei sintomi.
L'insufficienza epatica viene valutata in base alla presenza di segni quali Il metodo più comune per determinare il grado di insufficienza del fegato è quello di Child-Pugh, che calcola la classe di appartenenza del paziente partendo da pochi dati clinici. Più recentemente è stato proposto ed accettato con successo un nuovo metodo per calcolare la severità della malattia. Il metodo si chiama MELD e viene descritto in una pagina dedicata. La cirrosi è comunque una condizione grave. Solo il 30 per cento dei pazienti sopravvive per più di 5 anni dopo la diagnosi e la prognosi è ancora peggiore se la cirrosi è provocata dall'alcool e il paziente non cessa di bere. A cosa può portare la cirrosi? Le complicanze Le principali complicanze della cirrosi sono: - l'insufficienza epatica: il progredire della malattia porta al ridotto funzionameneto del fegato, che non riesce più a svolgere indispensabili funzioni vitali per l'intero organismo; - l'ipertensione portale: è dovuta alla difficoltà che incontra il sangue ad attraversare il fegato reso più duro dalla malattia, rappresentando un vero e proprio ostacolo meccanico al normale flusso venoso; l'ipertensione portale è indicata dalla splenomegalia, dalle varici esofagee, e da metodi di misurazione della pressione portale - il tumore del fegato: in particolare l'epatocarcinoma Complicanze neurologiche. Il significato di pende dalle circostanze in cui si manifestano. Quelle che si sviluppano durante una insufficienza epato-cellulare progressiva si associano ad una prognosi sfavorevole, mentre quelle che sono presenti cronicamente in presenza di una estesa circolazione collaterale porto-sistemica rispondono bene alla restrizione delle proteine nella dieta. Come si cura la cirrosi ? La terapia La progressiva distruzione del fegato può essere
arrestata, o almeno rallentata, eliminando la causa che l'ha provocata. A parte l'eliminazione della causa, la cirrosi epatica non può essere curata. Quindi, è importante trattare e cercare di alleviare le complicazioni. Anche se il danno non può essere riparato, è comunque possibile alleviare i sintomi e tenerli sotto controllo. Se la terapia viene iniziata tempestivamente, il malato può condurre una vita quasi normale. Se invece la causa non viene eliminata, la formazione di tessuto cicatriziale e la distruzione della struttura dell'organo continuano, provocando alla fine insufficienza epatica. I rimedi più comuni sono:
Il trapianto di fegato è oggi la terapia migliore per il trattamento della cirrosi. Contrariamente a quello che veniva affermato fino a qualche anno fa, devono oggi essere considerati per il trapianto quei pazienti che non sono ancora arrivati allo stadio più grave della malattia. Quindi, è bene valutare subito per questo intervento quei pazienti che, pur ancora in buone condizioni generali, hanno già avuto almeno uno dei sintomi che identificano la cirrosi scompensata (ascite, encefalopatia, ittero, emorragia digestiva da rottura delle varici esofagee). Per
tutti questi pazienti devono essere valutati, oltre che L'ipertensione portale e l'emorragia da varici esofagee che possono complicare la cirrosi possono essere trattate chirurgicamente mediante la realizzazione di anastomosi porto-sistemiche che permettono la decompressione del sistema portale. Il tumore del fegato può essere curato in diversi modi, includendo l'asportazione chirurgica di una parte del fegato qualora il fegato del paziente funzioni ancora abbastanza bene e non vi sia né ascite né ipertensione portale.
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(aggiornato il 8 Agosto 2002, revisionato il 23 maggio 2010) |
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